I comuni montani in prefettura contro i tagli della Finanziaria
Diciannove sindaci e un presidente di comunità montana, Maria Sole de Medio, ricevuti dal viceprefetto Vardè. Gli hanno presentato l'ordine del giorno, ma anche i problemi dei 50 comuni varesotti
Si sono presentati in diciannove, i sindaci delle due comunità montane del Piambello e delle valli del Verbano per protestare in Prefettura contro i tagli della finanziaria.
Accolti dal viceprefetto vicario Annunziato Vardé, i sindaci – capitanati dal presidente della Comunità montana del Piambello Maria Sole de Medio – hanno presentato nelle sue mani l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Nazionale sulla situazione che gli enti locali montani stanno vivendo sul territorio.
«Abbiamo già lavorato in ristrettezze in quest’ultimo periodo: alle nostre due comunità montane non sono arrivati 2 milioni di euro, destinati ai servizi di circa 50 comuni, per depurazione, servizi alla persona e una razionalizzazione informatica – ha spiegato al viceprefetto Maria Sole de Medio – Abbiamo quindi già lavorato sacrificandoci con dignità e senza scalciare. Adesso però ci si chiede qualcosa di impossibile».
Raccontano, gli amministratori, di ristrettezze già subite, che non possono perciò aumentare: «Sui servizi alle persone il prossimo anno saremo in difficoltà – ammette Enrico Prato, sindaco di Germignaga – la gente capisce e sopporta, finora, ma non è è giusto che lo debbano fare in aree gestite bene e che sanno già confrontarsi con le ristrettezze»
L’amara verità però è stata probabilmente confessata dal sindaco di Induno Olona, Maria Angela Bianchi: «Abbiamo già affrontato tutte le scelte al risparmio fatte sulle comunità montane, abbiamo reagito a tutti gli accorpamenti. Ma se si continua così si rischia di morire non perché l’ha ordinato qualcuno, ma per asfissia».
Eppure, i sindaci impegnati nei paesi serviti dalle comunità montane hanno a che fare con i problemi reali delle persone: «Noi siamo in difficoltà con il sociale. Di questi tempi il problema sociale preme di più e così ci ritroviamo a non poter aggiustare le strade – sottolinea Sandy Cane, sindaco di Viggiù – Quando la gente ha cominciato a bussare al comune perchè non sapeva come tirare avanti, noi abbiamo risparmiato su tutto: così cultura e sport ce le siamo dimenticate, non hanno più un euro. Adesso però il problema sono le strade, e quelle sono un problema ancora più grave…»
Questi sono i problemi che affrontano i sindaci delle comunità montane: «Perché noi non stiamo distruggendo l’Italia, stiamo mettendo l’amore per il territorio» sospira il sindaco di Cunardo, Angelo Morisi. Un sospiro accolto da tutti gli altri sindaci, che hanno sottolineato “l’importanza delle comunità montane alla sopravvivenza dei piccoli comuni” come Marzio: «Io ho 300 abitanti, il 70% giovani: devo dir loro di fare le valigie per andare in un comune più grande?» si domanda il suo sindaco.
Domande che restano senza risposta, ma soprattutto senza fondi. Il viceprefetto Vardé non ha potuto che prendere atto del loro grido di dolore: e malgrado tutto, ha augurato loro il buon lavoro.
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