Gli industriali chiedono impegni e tempi precisi per uscire dalla crisi
Al convegno per i 100 anni di Confidustria Emma Marcegaglia ha chiesto interventi precisi. Berlusconi replica: "Non siamo in declino". Trichet elogia il sistema bancario italiano
«Basta promesse generiche, vogliamo impegni e tempi precisi». Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha detto chiaro e todno quello che gli industriali italiani vogliono dal Governo. Lo ha fatto dal palco di Parma, sede del convegno celebrativo dei 100 anni dell’associazione. A risponderle il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha bollato le ipotesi di crisi del Paese come «montature dei detrattori del Governo: «Quest’anno saremo il Paese con il più basso deficit primario e lo scorso anno il nostro Pil è calato in linea con quelli degli altri grandi colossi mondiali. Ci sono problemi, ma li staimo affrontando tutti, l’evasione fiscale in primis».
Emma Marcegaglia ha parlato di «crisi peggiore degli ultimi 50 anni: bisogna unire le forze per superarla ed evitare il peggio. Il Paese sta declinando, lo dicono i dati. Chiediamo entro 2 mesi, un impegno preciso e forte di investimento di almeno un miliardo in ricerca e di circa 1,5 miliardi sulle opere infrastrutturali; il taglio di spesa pubblica pari all’1% del Pil all’anno per tre anni. Noi lanciamo la sfida di una crescita del 2% di Pil all’anno per tre anni: questo vuol dire 50 miliardi di euro in più di ricchezza e 700mila posti di lavoro in più. E’ una sfida importante che tutti noi dobbiamo portare avanti. Il federalismo fiscale va fatto e chi non rispetta le regole deve andare a casa».
Berlusconi ha risposto alla numero uno degli industriali, chiedendo per il Capo del Governo poteri più forti, tornando sull’ipotesi di presidenzialismo alla francese e ribadendo l’intenzione di portare a termine la riforma della giustizia.
Un dato positivo per il sistema economico italiano è arrivato dall’intervento del numero uno della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, che ha elogiato il sistema con il quale in Italia è stata gestita la crisi, soprattutto grazie alle banche che «hanno dimostrato un elevato livello di lucidità. La forte propensione al risparmio e la prudenza delle banche – ha chiosato Trichet – rappresentano quindi una piattaforma solida dalla quale l’economia può ripartire».
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