L’ospedale rifugio dei senzatetto: un tavolo di confronto per discuterne
Azienda ospedaliera, Comune, Chiesa locale e forze dell'ordine si sono incontrati per studiare soluzioni. Primo passo: dare un'identità ai clochard, capirne i bisogni, "stabilire un patto di fiducia con queste persone"
Clochard in ospedale: non è una novità, e d’inverno ciclicamente il fenomeno di ripropone. Nei corridoi dei seminterrati si vanno a rifugirare i senzatetto in cerca di un minimo di calore e riparo, creando situazioni non facili da gestire per il personale. L’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio ha chiamato a raccolta le istituzioni della città per individuare soluzioni condivise. Anche se nel caso del presidio bustocco si tratta di un fenomeno di esigue proporzioni, è certamente una questione che deve essere affrontata insieme al territorio.
E stamattina, martedì 16 febbraio, in ospedale il direttore generale dell’Ao Pietro Zoia, insieme al direttore sanitario aziendale Brunella Mazzei, al direttore amministrativo aziendale Angelo Bani e ai responsabili dell’ospedale, ha incontrato i rappresentanti del Comune (l’assessore ai Servizi Sociali Mario Crespi), della Chiesa (monsignor Franco Agnesi), delle Forze dell’Ordine (Antonia Fastro della Polizia Locale, il maresciallo dei Carabinieri Francesco Caseri e il vice dirigente del Commissariato di Polizia Alberto Blandini oltre al responsabile del posto di Polizia dell’ospedale Salvatore Filingeri) e di Agesp (la presidente di Agesp spa Giuseppina Basalari e il responsabile del settore Igiene Ambientale Carlo Cavalli) per avviare un tavolo di confronto sul tema.
“E’ ovvio – ha sottolineato il dg Zoia – che si tratta di persone in grande difficoltà, che hanno necessità di trovare un luogo dove trascorrere la notte e ripararsi dal freddo inverno. In sinergia con le istituzioni cittadine è importante trovare soluzioni concrete ad un problema che è di tipo sociale e di ordine pubblico e ringrazio tutti coloro che sono intervenuti per la disponibilità e sensibilità dimostrate”.
Dall’incontro di oggi è emersa una strategia comune per circoscrivere e analizzare questo fenomeno, che riguarda in generale i nosocomi e i luoghi pubblici come le stazioni ferroviarie, nell’ottica dell’inclusione sociale dei senzatetto ma anche tenendo in considerazione le esigenze di sicurezza di operatori sanitari e pazienti.
Il primo passo deciso dal tavolo interistituzionale è stato quello di procedere in primo luogo con l’individuazione delle persone che si rifugiano in ospedale e la verifica dei loro bisogni primari.
“L’ospedale, per la sua peculiare funzione e attività, non può essere blindato – prosegue il dg – . I controlli delle forze dell’ordine sono costanti e la struttura è videosorvegliata, ma è compito condiviso da tutti i soggetti presenti al tavolo quello di approntare soluzioni concrete e durature nel tempo. Tutti i partecipanti all’incontro si sono detti concordi sulla necessità di creare un patto di fiducia con queste persone bisognose di aiuto anche per prevenire che interagiscano negativamente con la collettività”.
L’Azienda Ospedaliera sta programmando un analogo incontro anche nella città di Saronno, sede di un altro degli ospedali che la compongono.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Latitante 20enne arrestato a Saronno dai Carabinieri: era evaso dai domiciliari
PaoloFilterfree su Brutale pestaggio in centro a Varese. La testimonianza di un cittadino
Felice su Sabato è il giorno di Va Live Pal: musica, arte e impegno civile ai Giardini Estensi di Varese
gokusayan123 su Varese, arrestato per stalking un 20enne: pedinava una commessa da due mesi
GianPix su Un quaderno per chi ne ha bisogno: arriva a Varese lo “zaino sospeso”
Felice su Varese è la “capitale dei cani” in Insubria: oltre 9mila gli amici a quattro zampe registrati
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.