Elettra al Teatro Verdi
il Teatro del Buratto in collaborazione con Farneto Teatro presenta l'opera di Hugo Von Hofmannsthal, mercoledì 2 dicembre
Mercoledì 2 dicembre 2009 alle 21 al Teatro Verdi di Via Pastrengo 16, Milano il Teatro del Buratto in collaborazione con Farneto Teatro presenta Elektra, di Hugo Von Hofmannsthal. Dopo Cassandra, Medea e Antigone, Elektra di Hofmannsthal prosegue il progetto di Farneto Teatro dedicato alle eroine del mito.
Dopo Cassandra, Medea e Antigone, l’Elektra di Hofmannsthal prosegue il progetto di Farneto Teatro dedicato alle eroine del mito. Elettra figlia di Agamennone, vive lunghi anni accanto a chi le ha ucciso il padre – la madre Clitennestra ed il suo amante Egisto – aspettando l’evento decisivo: l’atto cruento destinato a verificarsi col ritorno a Micene di Oreste, il fratello cui è affidato il compito della vendetta. La sua cifra caratteristica non è l’azione bensì l’attesa. Sorretta da un unico sentimento, il desiderio di giustizia, il suo passo è solitario, la sua lingua frequenta una sola memoria: il massacro domestico. Duro guscio di dolore, fanciulla di memoria tenace e di radicale volontà di vendetta Elettra ricorda per non dimenticare, ricorda l’orrendo delitto perché non cada nell’oblio, ricorda come atto di resistenza, di opposizione alla logica politica e sociale che invece vuole dimenticare per giustificare e avvallare il nuovo regime instaurato col sangue, dagli assassini del padre. Innumerevoli i riferimenti nel testo di Hofmannsthal all’animalità. Elettra, la principessa, colei a cui per diritto dinastico spetterebbe il potere si vede spogliata di tutto, anche della dignità.
Vive in mezzo ai cani, dorme insieme ai cani, le viene dato il cibo nella ciotola dei cani, ulula come un cane: “rabbiosa come un gatto selvatico” viene detto di lei, le sue dita sono artigli, la sua postura principale è quella a terra, accovacciata. Oreste quando arriva racconta di aver vissuto come un animale nelle stesse condizioni di Elettra. Due relitti, spogliati di tutto, due rifiuti, quando si incontrano si riconoscono in e per questo. La fraternità non è data dal sangue, dai vincoli di parentela. Sono fratelli perchè figli dei cani, come afferma Pasolini nella sua splendida poesia La solitudine, sono fratelli nella condivisione di un’etica, sono fratelli nel loro comune progetto di vendetta, che loro malgrado sono costretti ad attuare per esistere e che una volta portato a compimento, li sommergerà – nella pazzia, Oreste, – nella morte, Elettra. Ridotta a cagna custode del sepolcro e della memoria del padre, nella sua sconvolgente e vulnerabile solitudine, si pone ancora oggi come pietra dello scandalo della ragione: la sua figura testimonia che attraverso la negazione e l’oblio non è in alcun modo possibile diventare ciò che si è.
Sabato 5 dicembre 2009 alla Libreria delle Donne, via Pietro Calvi 29, alle ore 18 si tiene un incontro su ELEKTRA con Elisabetta Vergani e la compagnia Farneto Teatro. Lunedì 14 dicembre al Teatro Verdi, alle ore 16.30, si tiene la lettura-spettacolo di Cassandra con Elisabetta Vergani.
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