Busto capoluogo… del jazz
Pubblico fin da Milano e dal Piemonte per la manifestazione musicale, molto apprezzata. E già si lamenta la carenza di collegamenti serali del Malpensa Express e di locali e ristoranti aperti fino a tardi
Busto si guadagna anno dopo anno una "primogenitura" culturale di rilievo: quella del Jazz. "Eventi in jazz" (nella foto di R. Gernetti, paolo Fresu a Busto Arsizio)si sta dimostrando edizione dopo edizione un evento di livello, in grado di attrarre appassionati da ogni angolo del Nord-Ovest. Anche nelle ultime serate un pubblico consistente ha seguito gli artisti che si sono esibiti al Sociale. La buona notizia non sta solo nelle presenze e nel gradimento dell’iniziativa, talora criticata in tempi di vacche magre per le casse comunali, ma che obiettivamente ha un suo pubblico di riferimento; sta, per una volta, in qualche lamentela che si è udita. Non a riguardo dello spettacolo, ma della logistica. Persone sono giunte fin dal Piemonte, da Torino, per non perdersi una serata con la musica che fece grandi e fu fatta grande da artisti del calibro di Louis "Satchmo" Armstrong; ma anche da Milano. Anche critici di grido hanno fatto notare la qualità dell’evento e il costo minimo del biglietto. E che dal capoluogo si venga a Busto per eventi culturali, questa sì è una novità: di solito è il contrario, con il bustocco in preda, come talora lamentano i teatranti nostrani, di una "sindrome da provinciale" che lo spinge a frequentare solo i più prestigiosi teatri milanesi. Qualche lagnanza si è udita per il fatto che i Malpensa Express dopo una cert’ora (22,30) non passano più, costringendo a rientri anticipati, e sulla mancanza di locali aperti per ritrovi, o per mangiare dopo una serata musicale. Sono segnali, in verità, ottimi: significa che anche nella nostra città è possibile attirare del "movimento". Bisognerà ora adattarsi a questa consapevolezza. E tutto sommato, in prospettiva anche il maxi-intervento ludico-commerciale previsto sull’area delle ferrovie Nord, proprio intorno all’attuale stazione comincia ad avere un suo perchè. Treni permettendo.
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