“Non abbiamo fatto niente”, poi le manette
Le indagini dei carabinieri sull’omicidio di Giuseppe Sporchia durante la notte sono partite direttamente dal racconto della moglie, ferita. Il nipote della vittima e un conoscente bloccati a Legnano
Durante la notte una frenetica attività investigativa ha tenuto sveglia l’intera compagnia bustese dell’Arma, al comando del capitano Gianluigi Cirtoli. La prima ricostruzione del delitto eseguita dagli investigatori della scientifica descrive una scena raccapricciante: l’assassino avrebbe preso a sprangate per primo Giuseppe Sporchia che si trovava in soggiorno. Ai primi colpi l’uomo ha cercato di sfuggire alla furia omicida cercando rifugio in cucina ma è proprio lì che è stato finito. Subito dopo l’attenzione dell’assassino si è spostata sulla donna che, in quel momento era a letto. Anche lei è stata raggiunta dai colpi di quella che potrebbe essere una spranga e si è finta morta o è svenuta riuscendo a sfuggire ai colpi che l’avrebbero finita.
Sono stati meticolosamente passati al vaglio tutti i contatti noti di Cristian Palatella, il figlio della nuora indicato dalla donna come l’aggressore, fin quando si è risaliti al conoscente Luca Modena. Alle 7,30 circa il fermo dei due, in un albergo di Legnano. "Non abbiamo fatto niente" hanno detto Palatella e Modena ai carabinieri, lasciandosi poi ammanettare senza opporre resistenza.
I tre fermati, Modena, Palatella e sua madre Daniela Craici, la nuora di Giuseppe Sporchia e Bambina Berra, non sono ancora stati interrogati, ma non sembra che abbiano finora offerto collaborazione.Sono rimasti varie ore nella caserma dell’Arma di Busto Arsizio, per la notifica del fermo e i vari provvedimenti di rito, e sono ora a disposizione del magistrato che conduce le indagini. Devono rispondere di omicidio in concorso aggravato e tentato omicidio.
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