Il comune accorpa le scuole per risparmiare
Palazzo Estense sta elaborando un piano per concentrare le lezioni in alcuni palazzi e affittare le sedi con pochi iscritti. I plessi diminuiranno

Il comune di Varese sta preparando un piano per razionalizzazione di spese di spazi comunali, uffici, edifici scolastici: scuole dell’infanzia, primarie, primarie di secondo grado.
“Abbiamo tante scuole dislocate in tutta la città – spiega l’assessore Grassia – la soluzione che stiamo studiando è quella di fare degli accorpamenti sia di uffici comunali che di scuole. Mi spiego. in alcuni edifici, ci sono delle aule utilizzate, vuote, che rendono antieconomico l’uso di un immobile. Ora, è evidente che per il comune c’è un costo, bisogna pagare il riscaldamento, la luce, il gas, di locali che sono parzialmente inutilizzati. Abbiamo fatto una ricognizione e riteniamo che vi siano diversi plessi che possono essere organizzati meglio”.
Dunque, l’idea di fondo è chiara: concentrare le lezioni in alcuni edifici. Utilizzarli al massimo in modo da ammortizzare le spese di gestione, e liberare altri spazi: “a quel punto possiamo recuperare risorse, affittando aule ed edifici ad associazioni che continuamente ne fanno richiesta, riscuoteremmo degli affitti e potremo far diventare dei ricavi, quelli che adesso sono costi”.
Dunque, l’idea di fondo è chiara: concentrare le lezioni in alcuni edifici. Utilizzarli al massimo in modo da ammortizzare le spese di gestione, e liberare altri spazi: “a quel punto possiamo recuperare risorse, affittando aule ed edifici ad associazioni che continuamente ne fanno richiesta, riscuoteremmo degli affitti e potremo far diventare dei ricavi, quelli che adesso sono costi”.
Tagliare e accorpare, già, ma dove? Allo studio c’è sicuramente l’accorpamento dei plessi, che potrebbe portare alla riduzione dei dirigenti. Il piano lo stanno studiando i tecnici di Palazzo Estense e naturalmente è top secret. Grassia vuole prima avere una visione completa. L’assessore si era già mosso su questa falsa riga nelle scorse settimane, stilando un piano delle alienazioni, che prevede tra l’altro la messa in venda di palazzo Manfredi, comprato “per errore”, e ora rimesso all’asta. Grassia è deciso: “Questo è il mio compito, io non posso tagliare i servizi, ma devo rivedere tutto il patrimonio logistico del comune di Varese”.
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