La carica dei diecimila
Morandi, Antonacci, Neri Marcorè e Tambours du Bronx. Otto repliche in 5 giorni: non si può più dire che Varese dorma
C’era una volta la Varese sonnacchiosa, senza stimoli culturali. C’era, e ora non c’è più: dopo il lungo weekend di spettacolo da poco concluso, non lo si può più dire.
Nei cinque giorni appena trascorsi, da giovedì 29 gennaio a lunedì primo febbraio, sono stati quasi in 10mila i varesini andati a teatro o ad un concerto, con una offerta culturale che ha previsto otto repliche in quell’esiguo periodo: quasi due al giorno.
Con nomi altisonanti e proposte originali. E se i circa 6000 spettatori raggiunti dal duo Morandi – Antonacci sono stati "causati" dai fans delle due star (ma nulla sarebbe successo se non fossero arrivati fisicamente a Varese, portati da un unico organizzatore di eventi, Miguel dell’Acqua), sono una scommessa vinta invece, e di quelle per nulla scontate, le quasi 4000 persone "accumulate" nei due spettacoli di Neri Marcorè su Gaber e dei Tambours du bronx. Il primo dei quali ha messo insieme 3000 spettatori in 4 repliche, una a Gallarate e tre a Varese, mentre il secondo ha portato quasi 700 persone al Teatro Vittorio Gassman con una band apparentemente di estrema nicchia, che suona solo latte industriali.
Quella di Marcorè, poi, è una scommessa su un piano ancora superiore: poichè "Un certo signor G" è una delle 227 date di Sipari Uniti, un grande progetto di "economia teatrale" che ha come scopo quello di potenziare l’offerta, e la capacità di spesa, unendo forze e disponibilità. E che, sotto l’egida della Provincia, per la prima volta vede lavorare insieme 12 tra compagnie teatrali e associazioni.
Il che significa, in primis, che nel caso di Marcorè il direttore organizzativo della Fondazione Culturale di Gallarate Adriano Gallina, il direttore dell’Apollonio Filippo de Santis e il responsabile della stagione teatrale comunale Andrea Campane non hanno lavorato sullo spettacolo di Marcorè temendo la concorrenza reciproca, ma al contrario hanno scommesso sugli effetti benefici del potenziamento dell’offerta, vincendo tutti.
Un bel risultato. E per vederlo conslidare non c’è che aspettare i prossimi weekend "sold out": sono in arrivo del resto Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Francesco Guccini, Ascanio Celestini, Marco Paolini.
Ed è già pronta, a quanto pare, anche la prossima scommessa: il programma primaverile del Teatro del Popolo, fatto per chi non insegue "I nomi della tivù" ed è disposto a sperimentare, fidandosi del gusto di chi ha già organizzato cartelloni importanti e piacevoli, qualcosa di nuovo. Il pubblico varesino, che dal nulla iniziale ha saputo presto imparare ad approfittare di quel che sono stati capaci di fornirgli, è sicuramente già pronto a questa "fase due" della fruizione culturale varesina.
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