Federalismo, “va riscritto il patto fiscale, ormai è saltato”

Giuseppe Adamoli (PD) e il presidente della Provincia Dario Galli (Lega Nord) a confronto con il giornalista Marco Alfieri per il pubblico della Festa del PD

Il federalismo si può e deve fare: meglio se insieme e su basi condivise, le divergenze da superare ci sono ma non appaiono dopotutto insormontabili. Ancora un venerdì di dibattito politico all festa del PD alla Schiranna, con il presidente della Provincia di Varese Dario Galli (Lega Nord) e il consigliere regionale Giuseppe Adamoli (PD) a confronto sui temi delle autonomie locali. Ad introdurli e dare il la al dibattito il giornalista de "Il Sole 24Ore" Marco Alfieri, autore del libro "Nord, terra ostile", che analizza le ragioni profonde della disfatta strategica della sinistra a nord del Po.

«Bisogna riscrivere il patto fiscale, è saltato e almeno da vent’anni» la diagnosi impietosa di Alfieri. Per il giornalista è la Lega la vera vincitrice delle elezioni, segno di un preciso orientamento dell’elettorato verso le forze radicate territorialmente. Fra il cosiddetto "PD del Nord" e la Lega Alfieri vede differenze, ma anche la possibilità di un accordo su base bipartisan. «Le parti più sviluppate del Paese non possono più competere con delle palle al piede, condizionate da una zoppia».

«Un accordo bipartisan già si è fatto lo Statuto regionale lombardo», ricorda Adamoli che ha presieduto l’apposita commissione. Statuto fondamentale, ricorda, per poter implementare al più presto quei principi di federalismo differenziato che dovrebbero portare le Regioni dimostratesi in grado di farlo ad accogliere nuove competenze devolute dallo Stato. «A giugno si è temuto che il governo impugnasse lo Statuto lombardo per un presunto "eccesso di autonomia", alla fine così non è stato. Noi avevamo studiato ogni possibilità data dalla Costituzione (come modificata con la riforma del Titolo V nel 2001, ad opera del centrosinistra ndr) alle autonomie regionali, e lo Statuto non eccede quelle disposizioni». Il prossimo passo sarà la legge elettorale regionale, per la quale si spera nella medesima unità fra parti politiche.

Galli, stimolato dalle domande di Alfieri, illustra lo sviluppo della Lega come sintomo della fine delle contrapposizioni classiche destra-sinistra in favore di un movimentismo portatore di istanze territoriali. «Il sistema è centralista, tutto si paga a Roma e da lì torna poi eventualmente indietro» martella il presidente della Provincia, contestando che fra tasse, trattenute, accise e balzelli vari il varesino medio sborsi in realtà oltre il 50% dei suoi redditi in tributi allo Stato, non la media ufficiale del 43%, «dato che le tasse si pagano su un Pil stimato di un 25% superiore a quello ufficiale per tenere conto dell’economia sommersa». A sommergersi sono bravissimi i (non) contribuenti: «In Sicilia il 40% è sconosciuto al fisco, in Lombardia il 16%». La risposta è la sussidiarietà: raccogliere e impiegare localmente i fondi necessari per opere e servizi. E trasparenza: «Chi paga deve poter sapere cosa viene fatto dei suoi soldi, deve poter controllare per poter poi scegliere con il voto».

Concetto quest’ultimo che Adamoli riprende pienamente. «Le regioni hanno il diritto di sapere come si spendono questi soldi, non deve essere solo lo Stato a redistribuirli. Ci vuole trasparenza, e al fondo di perequazione devono partecipare anche le Regioni a statuto speciale». Differenze però tuttora separano PD e Lega Nord in materia di federalismo. La Lega ha portato avanti facendolo approvare dal consiglio regionale un suo progetto che prevede che la Lombardia trattenga l’80% dell’IVA, il 15% dell’IRPEF, le accise sulla benzina, le tasse sui tabacchi. «Approccio sbagliato, non si chiedono soldi prima di aver determinato le competenze» bacchetta Adamoli. Di competenze la Lombardia ne chiede ben dodici dal governo sulla base del progetto "rivale", questo sì bipartisan, portato avanti dalla conferenza Stato-Regioni in vista del citato federalismo differenziato, e che prevede di garantire alla base gli stessi standard minimi essenziali dei servizi pubblici in ogni regione, salvo quanto poi realizzabile sulla base delle accresciute risorse locali.

Galli insiste con le cifre: «La Lombardia ogni anno perde 50 miliardi di euro nella partita doppia con lo Stato, aggiungeteci altri 50 di Piemonte, Veneto ed Emilia… Senza quei 100 miliardi, l’Italia sarebbe l’Argentina». A testa in giù c’è già, a dire il vero, almeno come capacità di intascare e sprecare, rincara il presidente della Provincia: la regione Sicilia, autonoma, che trattiene pressochè tutta la sua tassazione, ha otto volte i dipendenti della Lombardia: «serve la cultura della responsabilità». Adamoli osserverà che il vero numero su cui riflettere sono i 39,7 miliardi di euro annui che passano dalle Regioni più ricche a quelle più povere, una cifra spaventosa in apparenza senza alcun reale beneficio. La Lombardia, da sola, fonisce il 57% del fondo di solidarietà regionale per la sanità, notoriamente dalle tasche bucate in alcune realtà del centro-sud, attaccava Galli: Adamoli al proposito citerà scandalizzato il Lazio, fustigando l’ex amministrazione Storace.

Quando Alfieri gli chiede come sopravvivere nel contesto di coalizione del governo, Galli bacchetta quanti hanno sempre dato torto alle tesi «politicamente non corrette, ma di buonsenso» della Lega, salvo darle alla fine ragione, dà il suo alla sinistra attribuendole il merito dell’istituzione delle Regioni a statuto ordinario nel 1970 (tesi che Adamoli, da ex democristiano, contesterà) ma ne lamenta l’involuzione «romanocentrica», parallela a quella «meridionalistica e centralista» del PdL. Quanto al flop del centrodestra nel 2001-2006 nel concretizzare il federalismo, Galli lo giustifica con il basso peso relativo della Lega Nord: «gli altri la pensavano diversamente, non potevamo far saltare il banco o sarebbe stata l’anarchia». Ora i numeri per incidere ci sono, non si può più fallire.

Tutti gli eventi

di maggio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 05 Luglio 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.