Il consiglio comunale approva il regolamento sulle petizioni

PRC e Lega considerano eccessivo il numero di firme necessarie, PD e PdL difendono il regolamento. Nel question-time ricompare la questione moschea

Un consiglio comunale permeato da una atmosfera anomala, con il pensiero rivolto alla vicenda giudiziaria che ha scosso l’Ufficio Urbanistica. Corridoi pieni e aula a tratti semivuota.

In apertura un momento leggero, la premiazione del concorso per opere grafiche contro gli schiamazzi notturni: a ricevere i 300 Euro e il riconoscimento Paola Pacelli per il bozzetto “Tra lo schiamazzo divento pazzo”; Valentina  Misiano con “Se strilli mi assomigli”; Monica Monici e Giorgia Bossi per “Schiamazzi notturni? No grazie”. A premiare le ragazze il sindaco Nicola Mucci, il vicesindaco Paolo Caratati e il presidente della commissione attività economiche Marco Buscemi, che ha ricordato anche «il lavoro corretto e trasversale della commissione nell’arco di due anni. I membri della commissione hanno riconosciuto il problema sociale e hanno voluto risolverlo non cassando la vita notturna gallaratese, ma puntando sulla sensibilizzazione».

Nello spazio riservato alle comunicazioni, oltre all’attacco del leghista Ciampoli contro l’assessore ai servizi sociali Roberto Bongini e le ulteriori richieste di chiarimenti su 3SG da parte del PD, anche la solidarietà del Partito Democratico ai Comunisti Italiani di Varese, la cui sede è stata colpita da un atto vandalico e intimidatorio settimana scorsa. Una solidarietà che è anche una occasione per stigmatizzare la violenza che in forme diverse serpeggia nel Paese: «In Italia – ha detto Marco Casillo – stiamo vivendo rigurgiti di intolleranza fascista, anche a danno di cittadini extracomunitari, come si è visto anche a Roma».

Nel question-time, Aldo Lamberti ha chiesto chiarimenti sull’impianto di condizionamento della nuova GAM, che sarebbe incompatibile con le dimensioni degli arredi previsti; un problema che secondo il sindaco Nicola Mucci non trova corrispondenza con la realtà, visto che «l’impianto di condizionamento è stato previsto fin dalle origini dell’intervento». Sempre Lamberti si preoccupa anche delle manifestazioni per il 2 giugno; il sindaco ha garantito che saranno previsti, come richiesto dalla Associazione Mazziniana in una lettera a lui rivolta, diverse manifestazioni, «anche di tipo “aggregative”, per coinvolgere più persone possibili», a partire da un concerto bandistico a cura della banda crennese. Il leghista Ciampoli torna invece sulla questione moschea, chiedendo di contrastare la presenza di gruppi di islamici che si ritrovano in via Peschiera: «La situazione – replica il primo cittadino – è stata verificata dalle forze di Pubblica Sicurezza», che ha rilevato, in sostanza, come l’aggregarsi di persona in una pubblica via non costituisce comportamento sanzionabile. Proseguirà il tentativo di dirotatre il gruppo di fedeli di Allah verso la comunità islamica di Varese; ma Mucci valuterà anche se è possibile risolevre la questione usando i nuovi poteri affidati ai sindaci dal "pacchetto sicurezza".

Tra i punti all’ordine del giorno, a dividere – in modo anomalo – le forze politiche è stato il regolamento sulle petizioni, che il Comune avrebbe dovuto approvare da tempo, nel quadro delle misure per la partecipazione democratica. Punto del contendere: il numero di firme necessarie a presentare una petizione, fissato a quota quattrocento. La indicazione elaborata in commissione è stata confermata dalla maggioranza e dal PD: «Quattrocento persone sono meno dell’1% della popolazione, percentuale che sembra sufficiente per garantire la partecipazione» ha spiegato Giuseppe Martignoni (PdL), mentre Angelo Senaldi (PD) ha sottolineato che il numero «può essere accettato per poter finalmente attuare uno strumento sul quale siamo in forte ritardo». Le critiche dei leghisti e di Cinzia Colombo (PRC) sottolineavano invece come un numero inferiore di firme permetterebbe di presentare petizioni anche a cittadini non organizzati da partiti e comitati. «Pensiamo anche – spiega il leghista Matteo Ciampoli – a petizioni che potrebbero riguardare problemi locali, anche solo di una via. Come si possono raccogliere quattrocento firme se non si hanno alle spalle un partito o una associazione?». Il voto finale ha visto il regolamento approvato con 22 voti a favore e 4 contrari (Cinzia Colombo e i leghisti Trecate, Borgo e Ciampoli).

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Pubblicato il 28 Maggio 2008
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