Maxi-fatture elettriche, partono i ricorsi
Conguagli Enel anche da 10mila euro, le associazioni stanno raccogliendo i casi e puntano a trattare con Enel
Che soddisfazione, quando la fattura dice così: «Non c’è niente da pagare». Che tristezza, invece, quando ti spara in faccia la terribile verità: «Conguaglio da pagare, 5mila euro». Sono in aumento i maxiconguagli Enel in provincia di Varese. Lo dicono le associazioni dei consumatori che stanno organizzando azioni legali per difendere decine di utenze tartassate all’improvviso: «Abbiamo una trentina di casi» spiega Tommaso Gervasini dell’ufficio legale Movimento Consumatori. E anche Federconsumatori conferma. «Decine di casi nell’ultimo anno». Ma andiamo con ordine. I casi vengono un po’ da tutta la provincia: Varese, Malnate, Casale Litta e altri comuni: i conguagli sono da
Il pasticcio è legato ai vecchi contatori. «In alcune bollette – spiega Gervasini – l’ultima lettura era del 2003, e poi si passava a quella del 2007: vuole dire che per quattro anni nessuno aveva controllato di persona il contatore, mentre l’utente aveva continuato a pagare, regolarmente, quanto gli era arrivato in fattura, ovvero una cifra presunta». Il saldo, alla fine, è questo qua. Ma è giusto chiedere a un cliente di pagare tutta quella cifra se, chi doveva controllare, non ha controllato?
«Secondo noi no – spiega il Movimento Consumatori – il nostro obiettivo è aprire una procedura di conciliazione paritetica con Enel, un istituto che però in Lombardia l’azienda non è ancora attivato». La giurisprudenza è divisa, si possono fare ricorsi al giudice di pace, chiedere di rateizzare, fare ricontrollare la fatture, oppure appellarsi al fatto che era Enel che doveva fare i controlli ogni anno. Giustificazione, quest’ultima, molto labile: a questo proposito, infatti, l’Autorità dell’energia ha scritto in questi giorni al Parlamento e al governo, segnalando che la legge non obbliga le società di gestione ai controlli periodici dei contatori.
In alcuni casi, si sono mosse le amministrazioni comunali. A Casale litta, ad esempio, si sono verificati una serie di casi anomali: «Alcuni cittadini –spiegano in comune- hanno avuto le bollette del 2008 con aumenti anche di due o tre volte superiori all’anno prima». Colpa dei nuovi contatori, che indicano subito il consumo effettivo, mentre prime c’era in fattura quello presunto? «Non ci risulta – spiegano all’Ufficio tributi – abbiamo qui davanti il caso di un cittadino che ha cambiato il contatore già nel 2006; beh, nel 2007 pagava, mettiamo, circa 45 euro al mese, ora siamo sui 120 euro al mese, e i comportamenti di consumo non sono stati cambiati». Dispersioni nascoste o mistero tariffario?
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