Cimberio, è il giorno della resa
Varese-Teramo 79-88. Il baratro verso la LegaDue è sempre più profondo dopo l'ennesima caduta. Brutto arbitraggio, ma le ragioni della sconfitta sono ben altre
Caporetto, in confronto, fu una mezza vittoria. Nella sera in cui
COLPO D’OCCHIO – Pubblico da non credere a Masnago per l’arrivo di Teramo, non certo una di quelle squadre impedibili. Segno che la gente di Varese, nel bene e nel male, rimane vicina fino alla fine alla sua squadra, come ogni matrimonio saldo prevede.
PALLA A DUE – Tutte confermate le notizie della vigilia: Beck rimpiazza l’infortunato Brown, Hafnar e Lloreda non sono in quintetto per via di alcuni malanni fisici.
Si prosegue con un colpo per parte, con gli ospiti che si affidano a Tskitishvili e Varese che risponde con Holland e Hafnar, appena entrato. Bastano però un paio di palloni gettati via per ritrovarsi ancora a -5, 26-31. Hafnar e Beck replicano ma la difesa lombarda è di burro soprattutto in area coi lunghi che subiscono l’impatto di Yango. Bianchini risponde con la zona, ma quando la retroguardia funziona si inceppa l’attacco: quando Beck si mangia il contropiede del possibile -2, Carra infila la tripla del 33-40 che è pure il parziale di metà serata.
Il tè dell’intervallo va di traverso alla Cimberio, che a parte un guizzo di Lloreda non trova altro nelle prime battute e viene trafitta da Poeta, Brown e da una tripla di Powell per il 36-48. La notte si fa sempre più scura: quando Beck segna da fuori, Varese concede subito la risposta agli avversari e la sberla arriva puntuale. I minuti successivi vedono le difese bucherellate, e anche in questa situazione Varese perde terreno. Teramo non sbaglia mai, arrivando a tiri troppo facili soprattutto con i lunghi. Yango, Skita e Powell confezionano il 46-61 che pare già una sentenza al
IL FINALE – Si può fare di peggio? Sì, eccome: l’inizio del quarto tempo è atroce, con Powell che pare Kobe Bryant e Teramo che sale a oltre venti punti di vantaggio come nulla fosse. Il pubblico invoca Galanda (stasera deludente) e De Pol, non risparmia qualche fischio a Bianchini (con Magnano chissà cosa sarebbe accaduto) e prova comunque a fare il tifo. Holland e Hafnar rosicchiano otto punti in
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