Un “americano” di Bizzozero che sogna la Tre Valli

Il varesino Frattini della Colavita Oil vive e corre in Pennsylvania ma spera di gareggiare nella classica di agosto. "Sarebbe bello far bene sulle mie strade"

Non c’è solo Ivan Basso tra i ciclisti varesini della "generazione di mezzo". A fare da ideale collegamento tra i veterani (Nardello, Garzelli, Andriotto) e i giovanissimi (Bailetti, Bellin, Santoromita, Fumagalli) c’è anche un corridore che da ragazzo vinse addirittura il Giro d’Italia dei dilettanti.
Parliamo di Davide Frattini, classe 1978, che con il ciclismo… ha trovato l’America. Già, perché dopo due stagioni tra i professionisti con l’Alessio («per me non fu facile reggere alle pressioni, ora sarebbe diverso»), il ragazzo di Bizzozero ha cambiato vita, trasferendosi negli Stati Uniti per correre stabilmente in quel circuito. Ora Davide vive in Pennsylvania,  gareggia per la Colavita Olive Oil – Sutter Home, è fidanzato con una ragazza canadese ma come ogni anno passa le festività nella sua Varese.

Frattini, facciamo un salto indietro: come maturò la scelta di volare negli Usa?
«Dopo l’esperienza all’Alessio non mi proposero contratti validi. Iniziava a farsi largo una cosa che ora capita spesso: cioè ingaggiare corridori che portano in dote uno sponsor, come avviene in Formula Uno. A quelle condizioni non ci stavo, così, grazie alla conoscenza con un manager di Philadelphia ho optato per questa esperienza. Doveva essere di un solo anno, invece con il 2008 sarò negli Usa per la quinta stagione».

Soddisfatto di come vanno le cose laggiù?
«Molto: il movimento è cresciuto tantissimo, anche grazie ai successi di Armstrong. Ora ci sono diverse corse che vedono al via anche squadre Pro Tour e campioni di rango. Poi, è bello correre per gente che ti ringrazia anche quando non vinci: l’ambiente è davvero piacevole. Certo, se arrivasse un’offerta seria da una squadra europea tornerei anche indietro, altrimenti va bene così».

E qualche vittoria è arrivata.
«Sì: sono a quota sei per le gare su strada del calendario nazionale oltre a tre corse Uci di ciclocross».

Quella del cross per lei è una vera passione.
«Da ragazzo correvo spesso, poi da dilettante mi sono allontanato da questa specialità che ho ripreso da pochi anni. Mi piace e mi serve per allenarmi alle corse, crono e criterium, che disputo spesso negli States. Conquistare per due anni la maglia azzurra per i Mondiali (2005 e 2006 ndr) è stata una grande soddisfazione. Quest’anno però non faccio gare di cross in Europa per non arrivare stanco alla prima parte di stagione».

Qual è il suo programma di inzio 2008.
«Sto per lasciare Varese e volare in Argentina, dove l’11 comincia il ritiro con la Colavita. Poi dal 22 sarò alla Vuelta de San Luis mentre in febbraio spero di partecipare al Tour of California, una delle corse di maggior importanza insieme ai giri di Georgia e Missouri. Vengono parecchie squadre europee, mi auguro che la Colavita venga invitata come l’anno scorso, quando arrivò anche Basso».

Ha seguito la sua vicenda?
«Certo, sono anche andato a trovarlo, anche perché la mia fidanzata è giornalista e l’ha voluto intervistare per CyclingNews. Conosco Ivan dai tempi della Gornatese, sono convinto che al rientro sarà prontissimo. È un gran lavoratore, è già pronto e forte per tornare in gruppo».

Gli obiettivi di Davide Frattini per il 2008
«Uno è quello di fare bene in qualche tappa di quei giri di cui vi ho parlato, quelli in cui partecipano le squadre Pro Tour. L’altro è un sogno che potrebbe avverarsi».

Quale?
«Correre la Tre Valli Varesine in maglia Colavita. Ne ho parlato con Renzo Oldani e al mio rientro in squadra farò il punto con il mio team manager: l’ostacolo è rappresentato dai costi per la Binda, visto che non è uno scherzo trasportare una squadra dagli Usa per le corse europee. Però, se i costi fossero "spalmati" sul Trittico Lombardo e magari su altre gare, la cosa si potrebbe fare. E a quel punto, fossi al via della Tre Valli, farei di tutto per andare forte».

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Pubblicato il 08 Gennaio 2008
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