118: un servizio promosso a pieni voti
Si è svolto alle Ville ponti il primo convegno che vuole fare il bilancio dell'attività del soccorso sanitario in Lombardia. Un momento di riflessione in vista del futuro assetto
«Promosso a pieni voti». Nel giudizio, espresso timidamente dal tenente Stornelli a capo del nucleo Radiomobile dei carabinieri di Varese, c’è riassunto tutto il senso di un convegno voluto per fare il punto dell’attività del 118, il servizio sanitario di emergenza- urgenza. Nato dieci anni fa per riunire e regolamentare le tante facce del soccorso, molte volte volontaristiche, il 118 in Lombardia divenne il simbolo di un nuovo organismo. La scommessa non era delle più semplici e fu proprio allora, gli uomini che, seduti a un tavolo progettarono quel disegno, si chiesero: «… chissà cosa diranno di noi».
La Lombardia, prima in Italia, anticipando di un anno la legge nazionale, decise di costituire il servizio del 118, mettendo insieme medici, infermieri e volontari: «Era gente disparata – ha ricordato il dottor Mario Landriscina, responsabile del servizio di Como, uno dei padri fondatori – Ci accomunava la determinazione, la volontà di agire senza il timore di sporcarsi le mani di sangue. Tutte persone che non si spaventano davanti al dolore e alla sofferenza ma si facevano partecipi, nei momenti difficili, di quanti soffrivano. Oggi, siamo qui a chiederci quanta strada abbiamo fatto e quanta ne dobbiamo fare. Ci interroghiamo su futuro, un futuro ancora tutto da disegnare».
La sfida del futuro, infatti, è importante: la legge regionale vuole riorganizzare il servizio dandogli dignità di azienda indipendente. Sul piatto, però, ci sono molte potenzialità, che saranno interpretate sulla base del modello che si deciderà, in concreto, di seguire.
Attualmente il servizio del 118 Lombardia è composto da circa quattrocento professionisti tra medici e infermieri, ma attorno lavorano e si prodigano oltre diecimila volontari. Proprio per loro, per dare un segno tangibile di riconoscenza sono giunti alle Ville ponti il senatore Antonio Tomassini, l’onorevole Daniele Marantelli, il prefetto Roberto Aragno.
«Nonostante i progressi fatti in campo scientiico di cui spesso si sente parlare – ha dichiarato il gip del tribunale di Varese Giuseppe Battarino – nelle indagini, grandissima importanza riveste ancora l’intuizione umana, le sensazioni, le emozioni che vive l’uomo in prima persona. Spesso, nei processi, vengono chiamati a testimoniare proprio i soccorritori del 118, perchè sono sovente i primi ad arrivare, a rilevare la scena intatta del fatto di cui si discute, che può essere un delitto, ma anche un incidente o una questione di lavoro. La fotografia che danno è spesso fondamentale a ricostruire la vicenda».
Qiello che si è tenuto alle Ville Ponti, come dicevamo, è il primo di una serie di appuntamenti itineranti che vedranno al centro il servizio del 118: « Quello dell’emergenza-urgenza – ha ricordato il senatore Tomassini – è il motivo per cui è nata la sanità pubblica. Oggi è costituito da un patrimonio, fatto di professionalità ma anche di passione e di cuore, che non deve andare disperso». E sulla natura pubblica insiste anche l’onorevole Marantelli: «La sanità privata è importante ma non può essere messa sullo stesso piano di quella pubblica, che assicura un’assistenza completa ed essenziale che travalica le capacità dei singoli luminari».
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