La vita scatto dopo scatto, addio a Maurizio Cellina
Storico e conosciutissimo fotografo con bottega a Gavirate, aveva partecipato alla vita amministrativa di Orino come assessore

«Questa è la macchina per te». Non importa se ai tempi delle pellicole, o già dalle parti del digitale, ma certi ricordi che non sbiadiscono mai riaffiorano, arrivano al pettine, e in alcuni casi è giusto condividerli perché quella frase, quel consiglio è ciò che Maurizio Cellina dispensava a eserciti di giovani e meno giovani appassionati dello scatto.
Ed è lo scatto, uno dopo l’altro, che ha contraddistinto la vita di questo conosciutissimo fotografo che aveva anni fa raccolto il testimone del padre Luigi – stesso mestiere – che ha immortalato migliaia di gaviratesi, perché a Gavirate aveva il suo studio; in realtà l’epoca di Maurizio Cellina stava appunto a cavallo fra i gagliardi anni della camera oscura e l’esplosione del digitale, e proprio in questo periodo fiorivano le richieste di ritratti, anche di famiglia, a cui il suo obiettivo non si sottraeva. Ma era nell’archivio, l’«archivio Cellina», la testimonianza vera di un racconto iconografico che è stata la storia dei luoghi. In particolare di Orino, paese dove viveva Maurizio con la sua famiglia.
Basta guardarle, quelle foto uscite dal cilindro di famiglia, per rendersi conto di quei volti seduti nel bianco e nero di una tavolata nel crotto del paese a guerra finita, o le rughe di quei partigiani coi caricatori lunghi affacciati al balconcino del municipio di Orino nei primi giorni della Liberazione, o altri scatti che ancora oggi, proprio per questa sua passione di cultura, storie e traguardo sociale, appaiono qua e là a testimonianza di un’epoca andata, ma vissuta dal paese: la dichiarazione di guerra in piazza e le grandi nevicate con le strade rimesse a lucido dalle coppie di buoi al tiro della cala, la natura selvaggia della valle, il paesaggio degli anni Cinquanta quando Orino, che resta ancora oggi piccolo paese, pareva allora quattro strade.
Tutto questo armamentario di foto, condito con un sorriso onnipresente, lo sguardo che faceva il paio con la battuta sempre pronta a braccetto con una pipa fra le labbra facevano di Maurizio Cellina un personaggio a suo modo leggendario, che sapeva leggere il presente. Per questo quando c’era qualcosa da fotografare, lui arrivava con la sua macchina, guardava nell’obiettivo e scattava, insegnando a tutti noi che la vita è davvero un flash. In passato aveva ricoperto il ruolo di assessore con le amministrazioni di Cesare Moia fra il 1995 e il 1999, e come consigliere comunale dal 1990 al 1995. Avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 29 settembre.
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