Nel cuore del Parco Valle del Lanza: tra storia, natura e tutela ambientale
Marco Pizzato ripercorre la storia del PLIS, le sfide ambientali attuali e i progetti futuri del Parco Valle del Lanza, cuore verde tra Malnate e il confine svizzero
Dalle cave di Molera alle ranocchie rare, passando per i presepi galleggianti e una rete di sentieri valorizzata dalla nuova ciclopedonale: il Parco Valle del Lanza, che si estende da Malnate fino al confine svizzero, è un concentrato di biodiversità, storia geologica e impegno civico. A raccontarcelo è Marco Pizzato, coordinatore delle Guardie Ecologiche Volontarie e del Parco stesso, ospite della puntata de La Materia del Giorno.
Cos’è un PLIS?
Il Parco Valle del Lanza è un PLIS, un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, forma di tutela territoriale tipica della Lombardia, nata nel 1983 per proteggere i corridoi ecologici tra i grandi parchi regionali. «Non ha vincoli stringenti come i parchi regionali, ma dà linee guida e valorizza la biodiversità – spiega Pizzato – È una tutela che nasce dal basso, dalla volontà delle amministrazioni locali e dei cittadini».
Il parco e i suoi comuni
Oggi il Parco coinvolge sei comuni: Malnate, Solbiate con Cagno, Valmorea, Bizzarone, Rodero e Vedano Olona. Il confine va dalle porte di Castiglione Olona fino alla Svizzera, seguendo il tracciato dei torrenti Olona e Lanza.
Le cave di Molera: un monumento naturale “vietato”
Il cuore più suggestivo del parco sono le cave di Molera, affascinanti anche per i giochi di luce che attirano fotografi e curiosi. Si tratta di cave di arenaria, sfruttate fin dal Quattrocento per l’edilizia e la scultura, poi usate in epoca industriale per produrre mole abrasive.
Dal 2015 sono un monumento naturale, ma non sono più visitabili liberamente per motivi di sicurezza: «Le volte sono instabili, e i crolli sono pericolosi – spiega Pizzato – organizziamo comunque visite guidate con le GEV, compatibilmente con le condizioni». Si lavora anche a progetti futuri per renderle parzialmente accessibili in sicurezza.
Fauna, flora e… lupi in incognito
Il parco ospita una biodiversità notevole, soprattutto per la presenza di anfibi rari come la rana di Lataste e il Pelobate fosco, tornato a riprodursi dopo 20 anni. Presenti anche cinghiali, caprioli, cervi, volpi, faine e tassi, e forse, di passaggio, qualche lupo.
Pizzato segnala un’allerta: la presenza dello scoiattolo grigio, specie alloctona che mette a rischio il nostro scoiattolo rosso. «Si adatta meglio, ruba le risorse alimentari ed è più aggressivo. Stiamo cercando di contenerlo».
Il Lanza e i suoi pesci
Il torrente Lanza ospita una fauna ittica modesta ma presente: vaironi, trote, ghiozzi, sanguinerole. Le trote vengono in parte ripopolate tramite l’incubatoio ittico attivo nel parco, che contribuisce anche alla conservazione delle specie.
Cosa fanno le GEV?
Le Guardie Ecologiche Volontarie si occupano di: vigilanza e monitoraggio ambientale, didattica con le scuole (coinvolti istituti da Vedano a Bizzarone), organizzazione di eventi divulgativi con guide esperte, manutenzione e segnalazione di criticità nei sentieri.
«Siamo attivi dal 2012, facciamo una o due uscite a settimana. Il nostro lavoro è fatto anche di educazione, prevenzione, contatto con le persone», spiega Pizzato.
Un parco accessibile a tutti
L’inaugurazione della ciclopedonale dalla Folla di Malnate a Ligurno ha trasformato la fruibilità del parco, rendendolo accessibile anche a carrozzine e famiglie. «Certo, ci sono criticità da risolvere, ma ha aperto la valle a un nuovo pubblico».
Presepi galleggianti e attività future
Con l’avvicinarsi del Natale, tornano i presepi galleggianti. «Stiamo decidendo dove posizionarli quest’anno. E sicuramente, meteo permettendo, riproporremo anche l’evento di fine feste con vin brulè, panettone e visita guidata».
Nel futuro si punta a nuove forme di valorizzazione: rilievi 3D nelle cave, percorsi educativi tematici e progetti di tutela per gli anfibi rari.
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