Sfruttavano giovani straniere per la prostituzione: in manette due 30enni

Le donne erano prigioniere in un appartamento; durante l'irruzione dei carabinieri, una è stata trovata legata a un termosifone

Da tempo i carabinieri di Sesto Calende avevano iniziato a controllare le località frequentate da prostitute, nella zona di Lonate Pozzolo e Oleggio. Proprio a Sesto era stato individuato il luogo di segregazione di due giovani donne, di 24 e 28 anni, residenti del posto, in seguito a indagini e pedinamenti. 
Dopo l’ordine della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, il blitz, durante il quale i militari si sono trovati di fronte ad una scena disumana: nell’appartamento che fungeva da "base" per il traffico di merce umana, una delle due donne si trovava legata a un termosifone. L’altra si trovava ancora sulle strade, dove è stata raggiunta e recuperata dopo breve tempo da una pattuglia.

In manette sono finiti in due, un 35enne cittadino italiano e un 28enne albanese, entrambi residenti a Sesto Calende e sottoposti a fermo con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.  

Da ulteriori indagini, almeno cinque sono risultate le vittime del giro di prostituzione ed è emerso il coinvolgimento di altre sette persone, cinque cittadini albanesi, un’italiana ed una rumena, tutti residenti nel varesotto, con diversi capi di accusa: oltre all’ipotesi di sfruttamento della prostituzione, per alcuni anche quelle di sequestro di persona e truffa aggravata in danno dello Stato. Sono stati infatti accertati almeno due falsi matrimoni contratti tra cittadini italiani ed extracomunitari, simulando una relazione sentimentale, solo per regolarizzare lo stato di clandestinità degli stranieri.

Nel corso delle perquisizioni, è stata sequestrata una somma di circa 7.000 euro in contanti, i proventi dell’attività di sfruttamento della prostituzione, preservativi ed una pistola giocattolo, probabilmente usata dagli sfruttatori per intimidire le ragazze o la “concorrenza”.

L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri di Busto in collaborazione con personale della Compagnia di Gallarate e del Comando Provinciale di Varese. I fermi eseguiti dai Carabinieri sono stati convalidati dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio, che ha poi emesso dei provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti dei fermati.

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Pubblicato il 27 Gennaio 2007
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