“Quando vuoi essere il numero uno, non c’è piano B”, Andrea Carcano inaugura l’anno accademico dell’Insubria

L'esperto di cybersecurity padre di Nozomi Networks, azienda da un miliardo di dollari, ha ricevuto la laurea honoris causa dalla rettrice Maria Pierro

Generico 16 Feb 2026

Gli unicorni non esistono, ma le aziende che da zero riescono a raggiungere un valore a nove zeri sono quasi altrettanto rare. Una di queste, però, è partita dai banchi dell’Università dell’Insubria: per la precisione dall’ingegno e dalla determinazione di Andrea Carcano e Moreno Carullo, ex studenti dell’ateneo di Varese e fondatori di Nozomi Networks, azienda venduta a Mitsubishi Electrics per un miliardo di dollari.

In occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico lunedì 16 febbraio al Teatro Sociale di Como, l’Università dell’Insubria ha conferito ad Andrea Carcano la laurea “honoris causa” per i traguardo professionali raggiunti. A conferirgli il titolo, la rettrice dell’ateneo insubre Maria Pierro.

Andrea Carcano, che ha partecipato alla cerimonia insieme alla moglie Mara e ai loro tre figli, ha ripercorso le tappe di un viaggio iniziato all’Insubria. «Questa non è un’università qualsiasi», ha ricordato Carcano.

Andrea carcano
La rettrice dell’Insubria Maria Pierro consegna la laurea “honoris causa” a Andrea Carcano

Dall’Insubria alla Silicon Valley

Appassionato di cybersecurity fin dagli anni universitari, Carcano ha raccontato come proprio all’Insubria abbia potuto coltivare quella curiosità diventata poi professione. È qui che ha incontrato Moreno Carullo, cofondatore di Nozomi Networks, con cui ha condiviso studi, dottorato e l’avvio dell’impresa.

Andrea Carcano, da una soffitta di Varese a San Francisco con un’azienda leader nella sicurezza informatica

La startup è partita dalla casa dei genitori di Carcano, «che ci hanno dato un ufficio da cui cominciare», ha ricordato con gratitudine. Un’idea chiara fin dall’inizio: puntare alla Silicon Valley. «Se – rivela il fondatore di Nozomi – vuoi diventare il numero uno nel tuo campo, devi giocare con i più grandi».

Non è stato un percorso semplice. I primi tentativi di raccolta fondi in Italia si sono tradotti in decine di rifiuti. «Abbiamo ricevuto quasi 60 no» ha raccontato agli studenti, spiegando come la perseveranza sia stata decisiva per trovare i primi investitori e, successivamente, approdare negli Stati Uniti.

Andrea carcano
Andrea Carcano espone la sua lectio magistralis rivolta soprattutto ai giovani, «Non avete bisogno di autorizzazioni per sognare in grande»

«Non esiste un piano B»

Uno dei passaggi centrali della lectio ha riguardato la differenza culturale tra Europa e Silicon Valley. Dopo aver raccolto i primi capitali, Carcano si è sentito chiedere un business plan dettagliato. La risposta ricevuta dai nuovi investitori è stata netta: niente piani alternativi.

«Quando – sottolinea Carcano – stai innovando davvero, quando sogni di essere il numero uno, il piano B non può esistere. Devi puntare tutto su ciò in cui credi».

Un cambio di mentalità che ha comportato anche l’accettazione del fallimento come parte del percorso. «Il vero rischio non è fallire, il vero rischio è smettere» ha detto rivolgendosi agli studenti.

Oggi Nozomi Networks, che si occupa di sicurezza informatica e protezione delle infrastrutture critiche, è considerata dagli analisti tra le aziende leader a livello mondiale nel settore. Dopo il primo milione raccolto in Europa, tutti gli altri round di investimento – per un totale di circa 250 milioni di dollari – sono stati guidati dalla Silicon Valley.

Il valore delle persone

Nel suo intervento, Carcano ha insistito molto anche sull’importanza del “network”, delle persone che accompagnano un percorso imprenditoriale. Dalla famiglia alla moglie, fino ai collaboratori e allo stesso Carullo, con cui ha condiviso le scelte più difficili. «Scegliete con cura – ricorda Carcano – le persone che vi stanno accanto. Il coraggio è contagioso».

«Giovani, non servono autorizzazioni per sognare in grande»

Un messaggio chiaro ai giovani presenti in sala: non aspettare il momento perfetto, non farsi autorizzare a sognare in grande. «Non lasciate che sia il mondo a dirvi cosa è possibile. Siate voi a dimostrarlo».

E un augurio finale: che il “prossimo uno”, la prossima azienda capace di cambiare il mondo, possa nascere ancora una volta tra le aule dell’Insubria.

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Pubblicato il 16 Febbraio 2026
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