Quando l’ottimismo porta fortuna
Coloquio con Paolo Castiglioni, del maglificio Castiglioni di Cardano al Campo. Che con i suoi sorrisi ha portato il primo ordine al gruppo dei varesini in Germania
Sorride sempre Paolo Castiglioni, classe 1968, seconda generazione del maglificio Castiglioni di Cardano al Campo. E’ a Dusseldorf con le sue maglie, dal Marchio Anna Rè, nello stand collettivo della Camera di Commercio.
A vederlo così, non si direbbe nemmeno che è un imprenditore del tessile: quelli di solito sono più pessimisti e grintosi, difendono con rabbia la propria azienda, con le unghie e con i denti. Lui ha invece ha carattere solare, di suo, e questo un po’ deve portargli fortuna.
E’ quello per cui il gruppo dei varesini festeggiava il primo ordine quando il gruppo è sbarcato in fiera, è lui ad aver rotto il ghiaccio in questa missione.
Lui, che rappresenta la seconda generazione del maglificio Castiglioni nato negli anni sessanta per iniziativa di suo padre Costantino: “Allora lui produceva tessuti: solo nell’83 abbiamo cominciato a fare il prodotto finito” spiega Paolo.
L’ottantatrè è anche l’anno in cui la seconda generazione arriva in azienda: e non si tratta solo di Paolo, ma anche delle sue tre sorelle. "Io sono il sales manager, ma in realtà faccio di tutto. Come capita in una azienda di nove persone in tutto".
Con lui, appunto tre delle sue quattro sorelle: Gabriella, Mariagrazia e Anna, la stilista del gruppo. I suoi genitori non sono più, ufficialmente, al lavoro in azienda ma non saprebbero mai staccarsene: tant’è vero che il padre, da quando si è ammalato, continua a lavorare a casa. "E’ la loro sesta creatura" commenta, ovviamente sorridendo, Paolo.
"Per quel che riguarda la produzione finita, come dicevo, questa è nata negli anni ’80 con capi di qualità medio bassa, rivolti solo all’ingrosso – spiega Paolo Castiglioni – Alla fine degli anni novanta invece ci siamo rivolti al dettaglio e all’estero, e per farlo abbiamo partecipato a una fiera a Bologna che è rivolta prevalentemente agli acquirenti esteri e ci ha introdotto su quei mercati. Il primo cliente è stato di Hong Kong, che ancora oggi è una presenza forte nel nostro budget insieme al Giappone".
Sulla sua presenza a Dusseldorf, commenta lieve: "Sono socio del consorzio Cotone Moda da una decina d’anni, ogni tanto mi portano in giro…. La mia prima esperienza all’estero è stata a Tokyo nel 2001, mentre qui sono venuto l’anno scorso a luglio, per vedere com’era la fiera e capire se era il caso di tornare più organizzati. E in effetti è una fiera dove c’è movimento, ben organizzata, con una buona visibilità. D’altra parte le fiere importanti del settore in Europa, oltre a quella di Milano sono solo quella di Parigi e questa. E a Parigi, francamente, gli italiani sono visti peggio, mentre qui… Anche se in questa fiera i più attenti a noi non sono i tedeschi, ma gli stranieri: il mio famoso primo ordine è stato per esempio siglato con dei portoghesi, che cercavano qualcosa di sfizioso".
Attualmente metà della produzione di Anna Rè è destinata all’estero: i viaggi sono perciò molto importanti nel budget del maglificio Castiglioni. Un’ancora di salvezza, che il sorridente Paolo sottolinea con una frase che fa in poche parole il punto della situazione. "Certo un po’ di preoccupazione c’è, per il futuro. Non è tanto per noi quanto per la manodopera italiana in questo settore, che temiamo venga sempre più a mancare: i terzisti hanno anche più problemi di noi e questo lavoro per gli italiani non è più appetibile".
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