Pm10 nella norma, emissioni ok per Accam nel 2005
Il monitoraggio è riferito alle tre postazioni, via San Pietro a Borsano, zona via dell’Industria e via Leopardi a Magnago
«I valori di contaminanti riscontrati non si discostano, come del resto anche nelle campagne precedenti, da quelli determinati nell’area critica Milano – Como -Sempione. Le verifiche alle emissioni non hanno evidenziato concentrazioni di contaminanti anomale e/o superiori alla media». Queste le conclusioni tratte dal Dipartimento di Varese dell’Arpa al termine dello “Studio di ricaduta delle emissioni al suolo nel 2005” condotto in tre postazioni nei pressi del termovalorizzatore Accam di Busto Arsizio. In particolare, dalle rilevazioni si evidenzia come le concentrazioni siano mediamente inferiori del 5 per cento rispetto al limite annuale fissato dalla normativa vigente per la protezione della salute umana, pari a 40 µg/m3, e con tendenza alla riduzione nel corso del quinquennio.
«Questi riscontri sono la dimostrazione dell’infondatezza delle accuse che ci sono mosse da più parti – commenta il presidente di Accam, Sergio Parini -: il termovalorizzatore non è il responsabile dell’inquinamento atmosferico di Borsano. I valori di Pm10 registrati, che non si discostano da quanto rilevato nell’area omogenea Milano – Como, testimoniano che l’impianto non ha quelle ricadute disastrose per gli abitanti e l’ambiente di cui si è tanto e spesso, senza cognizione di causa, parlato». Il responso dell’Arpa, non sembra comunque incidere sull’intento di «diminuire ulteriormente l’impatto di Accam sull’ambiente – continua Parini – ; obiettivo, questo, che si potrà centrare con interventi migliorativi dell’efficienza dell’impianto, per cui abbiamo già gettato le basi iniziando l’iter che porterà, con una gara pubblica di rilevanza europea, a individuare una società che, oltre a gestire il termovalorizzatore, provvederà al suo adeguamento».
Il monitoraggio, riferito alle tre postazioni, via San Pietro a Borsano, zona via dell’Industria e via Leopardi a Magnago, è stato effettuato in diverse fasi:
– campionamenti a impianto fermo, dal 22 al 29 novembre 2004 per una verifica delle condizioni di base
– campionamenti del 2005 in primavera (14 – 23 aprile, 14 – 23 giugno) e autunno – inverno (17 – 30 ottobre, 14 – 20 novembre, 28 novembre – 4 dicembre)
– verifiche alle emissioni effettuate nel 2005, periodi 12 – 18 aprile (entrambe le linee), 15 giugno (linea 2), 21 – 24 ottobre (entrambe le linee), 17 – 28 novembre (linea 1).
In futuro i monitoraggi potrebbero riguardare altri agenti contaminanti persistenti, quali le diossine, come stabilito nell’ambito degli autocontrolli previsti nell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), per ottenere la quale Accam ha provveduto ad avviare le procedure presso la Regione Lombardia.
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