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Nove comuni, un unico progetto: una serata per conoscere davvero l’Ecomuseo delle Piane Viscontee

Un viaggio tra natura, cultura e percorsi lenti: lunedì 30 marzo a Materia Spazio Libero una serata per "viaggiare" tra i paesi del museo diffuso del Varesotto e studiarne le potenzialità turistiche

Ecomuseo piane viscontee

Ci sono luoghi che abitiamo ogni giorno, sentieri che calpestiamo distrattamente e panorami che, per troppa abitudine, finiscono per diventare invisibili ai nostri occhi. Eppure, tra le colline e le piane che collegano i laghi del Varesotto, pulsa un patrimonio di storia e natura che attende solo di essere riscoperto con uno sguardo nuovo.

È proprio questo lo spirito dell’Ecomuseo delle Piane e dei Luoghi Viscontei, un progetto corale che lunedì 30 marzo, alle ore 21, sarà protagonista di un incontro pubblico presso lo spazio culturale Materia Spazio Libero.

La serata, intitolata “In cammino nell’Ecomuseo delle Piane e dei Luoghi Viscontei del Varesotto”, vedrà la partecipazione di Emilio Aliverti, presidente dell’ente, e di Stefano Biondaro, coordinatore tecnico-scientifico. Insieme guideranno il pubblico attraverso una rete di itinerari lenti, percorribili a piedi o in bicicletta, che connettono il Lago di Varese a quello di Comabbio, lambendo la Palude Brabbia, il Parco del Ticino, il Parco RTO e la Valle del Boia. Un incontro libero e gratuito per approfondire un’iniziativa che ha già ottenuto il prestigioso riconoscimento ufficiale da parte di Regione Lombardia.

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Un progetto corale: la voce dei nove comuni

L’Ecomuseo delle Piane e dei Luoghi Viscontei non è l’iniziativa di un singolo ente, ma il risultato di una sinergia che vede protagonisti nove comuni del territorio. Insieme a Jerago con Orago, capofila, ci sono i Comuni di Azzate, Brunello, Crosio della Valle, Casale Litta, Daverio, Galliate Lombardo, Mornago e Sumirago.

Cos’è un Ecomuseo

L’Ecomuseo delle Piane e dei Luoghi Viscontei del Varesotto è un progetto territoriale che mette in rete paesaggi, storia e comunità locali.
Non si tratta di un museo tradizionale, ma di un “museo diffuso”, senza pareti, che coincide con il territorio stesso: un sistema integrato di percorsi, ambienti naturali e luoghi storici che raccontano l’identità dei paesi tra i laghi e le colline del Varesotto.

L’ecomuseo si sviluppa attraverso una rete di itinerari lenti percorribili a piedi o in bicicletta, la valorizzazione di aree naturalistiche come la Palude Brabbia, il Parco del Ticino e i laghi di Varese e Comabbio, il recupero e la narrazione di memorie storiche e culturali, in particolare legate alla presenza viscontea, il coinvolgimento diretto delle comunità locali.

L’obiettivo è duplice: da un lato tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e culturale, dall’altro costruire un modello di turismo sostenibile, capace di generare opportunità economiche e occupazionali, soprattutto per i giovani. Più che un punto di arrivo, l’ecomuseo rappresenta quindi un percorso condiviso, basato sulla collaborazione tra enti, cittadini e associazioni, con la sfida di trasformare un territorio spesso percepito come marginale in una destinazione riconoscibile e attrattiva.

In tantissimi alla Camminata delle Piane Viscontee a Crosio della Valle

Le dichiarazioni dei Sindaci

Emilio Aliverti, sindaco di Jerago con Orago ha il compito di guidare questo ambizioso progetto per i prossimi anni: «L’ecomuseo è un museo diffuso: non fatto di sale espositive, ma di boschi, castelli, cascine, sentieri e storie delle comunità locali. Con questo progetto vogliamo dare voce e valore a un territorio ricchissimo, mettendo in rete i suoi luoghi e le sue memorie. È anche la dimostrazione di quanto i sindaci, quando lavorano insieme, possano costruire una visione comune per il futuro del territorio. Il recente riconoscimento da parte di Regione Lombardia ci affida una responsabilità ancora più grande: come Comune capofila sentiamo il dovere di consolidare questo percorso e di renderlo sempre più solido, aperto e nel contempo strutturato».

Ogni paese ha la propria visione ma tutti sono uniti dall’obiettivo di riscattare le “terre di mezzo”. Davide Tamborini, sindaco di Mornago, esprime grande orgoglio per il fatto che il suo comune ospiterà la sede dell’ente: «L’Ecomuseo delle Piane Viscontee del Varesotto è davvero una bella conquista per il nostro territorio. Il riconoscimento come primo ecomuseo provinciale è motivo di orgoglio, così come sapere che la sede sarà proprio a Mornago. È un passo avanti importante per la nostra comunità e per quelle bellezze che spesso sottovalutiamo solo perché le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. A volte basta uno sguardo nuovo per accorgersi del valore di ciò che ci circonda».

Un entusiasmo condiviso da Raffaele Simone, primo cittadino di Azzate, che guarda al riconoscimento regionale non come a un traguardo, ma come a un punto di partenza: «Ritengo che aver ottenuto il riconoscimento da Regione Lombardia sia un risultato importante, ma è solo il vero punto di partenza. Da qui deve iniziare un percorso di grande collaborazione tra sindaci, Provincia e Camera di Commercio per rendere l’Ecomuseo un eccezionale volano di promozione. Attraverso percorsi meravigliosi potremo sviluppare un turismo sostenibile capace di creare nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani».

La sfida, tuttavia, non è priva di incognite concrete. Graziano Maffioli, sindaco di Casale Litta, non nasconde l’ambizione del progetto ma avverte che il successo dipenderà dalla cura del territorio: «Si tratta di un progetto ambizioso sviluppato dai comuni aderenti. Non sarà semplice, ma potrà crescere grazie a chi si metterà a disposizione per aiutare e implementare nuove idee. Viceversa, se i sentieri resteranno sporchi e non verranno proposte iniziative costanti, tutto rischia di arenarsi, ed è una cosa che non vogliamo».

Una concretezza ribadita da Marco Bortolussi di Crosio della Valle, che identifica nel suo comune il baricentro geografico del distretto: «L’idea di valorizzare le aree dei nostri paesi in chiave culturale e turistica è nata già diversi anni fa. La sfida principale è stata trovare una formula gestionale condivisa che non impattasse sulla pianificazione urbanistica locale: l’Ecomuseo si è rivelato la soluzione ideale, capace di aggregare oggi ben nove comuni.
Il percorso di crescita avviato potenzierà la vocazione turistica del nostro territorio e della provincia di Varese. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla nostra capacità di coordinamento e da un presidio costante e concreto del territorio.».

Sul fronte della visione strategica, Marco Colombo, sindaco di Daverio, invita a guardare oltre i confini comunali per costruire un vero macrosistema turistico: «L’idea è quella di costruire un grande parco diffuso, fatto di sentieri e valorizzazione del territorio. La vera sfida ora è integrare questi sistemi in una visione provinciale capace di mettere a sistema ecosistemi e risorse diverse. Dobbiamo superare la frammentazione: spesso troviamo cartellonistiche che si sovrappongono e una comunicazione eterogenea. Dovremmo imparare da territori più avanzati, come il Sudtirolo. Invece di concentrarci su tante piccole iniziative isolate, dobbiamo costruire un vero macrosistema: un grande parco invece di tanti piccoli giardini».

Yvonne Beccegato, sindaca di Sumirago, vede nell’Ecomuseo anche una risposta alla crescente domanda di benessere fisico, che offre un’alternativa valida rispetto al tradizionale anello del Lago di Varese: «Abbiamo un territorio vasto e ricco di camminamenti e spero che questo progetto possa valorizzarlo sempre di più. Con l’Ecomuseo potremo offrire un’alternativa, togliendo un po’ di “traffico” da quella zona. Certo, è ancora presto e c’è molto lavoro da fare. I percorsi sono segnalati ma vanno tenuti puliti e in ordine: nella nostra “Camminata Rosa”, ad esempio, incontriamo ruscelli e sentieri bellissimi che però risultano poco battuti o fangosi. Sono luoghi splendidi che meritano di essere resi pienamente fruibili».

Non mancano però le voci più prudenti, come quella di Carlo Tibiletti, sindaco di Galliate Lombardo, che ammette qualche difficoltà nell’inquadrare obiettivi che possano collimare con le esigenze specifiche del suo borgo: «Dico la verità: faccio ancora un po’ fatica a mettere a fuoco il progetto. Forse ci sono paesi che hanno visioni ed esigenze diverse da quelle di Galliate. Noi abbiamo solo due chilometri di sponda in riva al lago e su quella non possiamo certo pensare di fare turismo. Auguro davvero tanta fortuna agli ideatori di questo progetto: noi faremo la nostra parte, sperando che col tempo si riesca a trovare un obiettivo sempre più centrato».

L’Ecomuseo delle Piane Viscontee diventa meta turistica: “Così valorizzeremo queste terre di mezzo”

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Pubblicato il 17 Marzo 2026
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