«Il Dio dell’Amore» al Multisala MIV con il regista Francesco Lagi, Francesco Colella e Vanessa Scalera
Il film è una commedia sull'amore contemporaneo raccontato attraverso gli occhi curiosi e indagatori di un padrino d'eccezione: il grande poeta latino Ovidio, maestro di seduzione ed esperto d'amore
È ormai diventata una tradizione per la Multisala MIV di Varese: quando esce un nuovo film italiano spesso la sala accoglie il regista e il cast per una serata speciale. Domenica 29 marzo, Il Dio dell’Amore ha fatto tappa in città con tre dei suoi protagonisti — il regista Francesco Lagi e gli attori Francesco Colella e Vanessa Scalera — per presentare la pellicola al pubblico varesino.
Il film è una commedia sull’amore contemporaneo raccontato attraverso gli occhi curiosi e indagatori di un padrino d’eccezione: il grande poeta latino Ovidio, maestro di seduzione ed esperto d’amore. Un racconto corale che esplora le mille sfaccettature di un sentimento universale, attraverso le storie intrecciate di personaggi diversi.
Un film nutrito di sentimenti veri
Per Francesco Lagi, tornare a dirigere un film dopo qualche anno è stata un’esperienza intensa. «Per me fare questo film è stato qualcosa di magico, di importante, di sentito. Il film parla di sentimenti, e io come gli attori abbiamo nutrito questo film con i nostri sentimenti, le nostre storie, le nostre emozioni» ha raccontato il regista al pubblico della sala. Un’opera corale che racconta l’amore in diverse declinazioni, attraverso coppie e personaggi che si intrecciano in un disegno comune.
L’idea di usare Ovidio come filo conduttore è nata proprio dalla necessità di trovare una guida per questo viaggio nei sentimenti. «Ci è venuto in mente di usare Ovidio, il poeta dell’amore per eccellenza, qualcuno che aprisse questa porta e ci conducesse dentro a questo piccolo trattatello sull’amore» ha spiegato Lagi.
Francesco Colella: un uomo di duemila anni
Francesco Colella interpreta Ovidio, il primo personaggio che lo spettatore incontra, colui che introduce la storia e ne definisce il tono. «Interpretare Ovidio è stato bellissimo. È un uomo di duemila anni — già immedesimarsi in un uomo di duemila anni non era facile» ha detto l’attore ridendo. Ma il risultato è un personaggio che gira per le strade di Roma evocando il grande poeta della latinità, eppure fragile e disorientato come chiunque di fronte al mistero dell’amore. «Anche lui, parlando di questi personaggi, porta con sé il desiderio di fare un incontro amoroso. Questo vuol dire che l’amore e i desideri amorosi possono durare per l’eternità» ha osservato Colella.
Vanessa Scalera: «È un film raro»
Vanessa Scalera ha usato parole nette per descrivere l’esperienza: «Capita spesso di fare dei film che ti piacciono sulla carta e poi rimani delusa. Questo è un film per il quale non ho parole — parlerà lui per due ore. Ha una grazia meravigliosa e sono proprio felice di averlo fatto.»
Lagi, dal canto suo, ha definito il lavoro con Scalera «un regalo del destino»: «È un’attrice talmente preziosa, sottile, raffinata e generosa che per me è stata un’esperienza bellissima.»
Un film “artigianale”, girato anche in Super 8
Sul piano tecnico, Lagi ha raccontato che il film è stato girato in due formati diversi: con la macchina da presa tradizionale e con il Super 8, la piccola pellicola ormai desueta. «Mi piaceva farlo per una serie di questioni emotive cercando di avere con i personaggi il rapporto più personale possibile, per creare una vicinanza fra loro e lo spettatore» ha spiegato il regista, che ha definito il film «piuttosto complesso da fare» per la sua struttura articolata, con tanti attori e molte location.
Un appello al pubblico
Prima di concludere la serata, gli ospiti hanno voluto rivolgere al pubblico presente un invito sincero: parlare del film, consigliarlo ad amici e parenti. «Ci sono dei film che hanno un’anima poetica, fragile e nello stesso tempo potentissima, che non fanno parte del solito circuito. Per andare avanti hanno bisogno della volontà delle persone di condividerli» ha detto Colella. Nessuna promozione a freddo, ma la testimonianza autentica di chi sente di aver fatto qualcosa di raro.
Il Dio dell’Amore, regia di Francesco Lagi, con Anna Bellato, Enrico Borello, Benedetta Cimatti, Chiara Ferrara, Corrado Fortuna, Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese, Vanessa Scalera e Francesco Colella nel ruolo di Ovidio, è distribuito da Vision Distribution.
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