Scontro in consiglio provinciale sul Valceresio di Bisuschio: l’interrogazione di Mulas infiamma l’assemblea
Toni accesi tra il Presidente Magrini e il consigliere Mulas sulla mancata attivazione di un tavolo con scuola e comune
Era stata una seduta tranquilla e veloce sui diversi punti all’ordine del giorno. Ma all’ultima voce, l’interrogazione presentata dal consigliere Leslie Mulas di Lombardia Ideale, gli animi accendono. Il consiglio provinciale che si è tenuto oggi, martedì 31 marzo, si è chiuso con le urla del Presidente Marco Magrini che ha interrotto la discussione applicando il regolamento. Il tema al centro era l’Isis Valceresio di Bisuschio e la necessità di riorientare 50 domande di iscrizione.
L’origine della disputa
Tutto è nato da un ordine del giorno presentato da Mulas a fine 2025 e approvato dal Consiglio, con cui si chiedeva alla Giunta di convocare un tavolo con Provincia, dirigente scolastico e Comuni interessati, per definire le linee programmatiche di sviluppo dell’istituto di Bisuschio. Tre erano i nodi sul tavolo: i problemi di viabilità nell’area, il campo sportivo inutilizzato e annesso alla scuola da riqualificare, la questione degli spazi, già critica a dicembre quando si paventava il rischio di dover rifiutare le iscrizioni.
Nel consiglio odierno, Mulas ha chiesto la ragione per cui quel tavolo non è mai stato convocato con le conseguenze note: la scuola ha dovuto rifiutare 50 iscrizioni di studenti della valle, con un danno concreto per le famiglie e per il territorio. «So che con il Comune non c’è stata alcuna interlocuzione e che alla scuola non è stato messo a disposizione nessuno spazio» ha rimarcato Mulas, «perché il tavolo non è stato avviato».
La replica della Provincia
Il consigliere delegato all’edilizia scolastica Giacomo Iametti ha provato a descrivere la situazione: la scuola non ha mai presentato richieste formali scritte per nuovi spazi e la Provincia ha appreso solo a febbraio dell’eccedenza di iscrizioni.
L’istituto dispone di 51 spazi di cui 39 aule, 11 laboratori e una palestra, per una capienza massima di 1.200 alunni, a fronte degli attuali 1.006. ragazzi suddivisi in 44 aule.
Il 15 gennaio Iametti ha visitato personalmente la scuola per ragionare sulle difficoltà, ma, ha spiegato, « a quella data le iscrizioni aggiuntive non erano ancora definite». Già lo scorso anno, ha ricordato ancora Iametti, il Valceresio aveva attivato 4 prime in più, accogliendo ulteriori 91 studenti ma quella scuola, per come è stata costruita, non può accogliere più di 1200 ragazzi. Sul campo sportivo inutilizzato, Iametti ha spiegato che è in corso una riflessione che coinvolge anche il Comune corresponsabile della manutenzione.
Giacomo Iametti ha spiegato che è responsabilità della Provincia pianificare lo sviluppo di tutto il territorio, una realtà che già quest’anno conta 900 studenti in meno alle superiori ed è avviata a veder contrarre progressivamente la sua popolazione studentesca. Ha ricordato, poi, il dovere di ogni dirigente scolastico di definire preventivamente i criteri di accoglimento delle domande, condividendole con il consiglio di istituto e che, infine, i ragazzi, al momento delle iscrizioni, devono indicare due alternative proprio nell’eventualità che la prima scelta non vada a buon fine.
Il metodo, non solo i numeri
Ma per il consigliere Mulas il problema non è solo tecnico, è di metodo. «Questa scuola è un punto di riferimento per il suo territorio e per un giovane spostarsi in una scuola diversa vuol dire perdere il legame con la sua comunità. Questa è una limitazione grave». Le proposte di Besano e Arcisate, che hanno indicato possibili sedi distaccate per alleggerire la pressione sull’istituto principale, sono rimaste lettera morta.
La bagarre finale
Ed è su questo punto che il presidente Magrini perde la pazienza: «Provincia non ha mai ricevuto alcun documento formale di disponibilità da parte di quei Comuni. Lo abbiamo solo letto sulla stampa. Noi stiamo lavorando seriamente e ci stiamo impegnando con le risorse a disposizione per migliorare la sicurezza dei nostri ragazzi, offrendo opportunità. Non giochiamo o utilizziamo slogan».
Quando Mulas riprende la parola per spiegare che il tavolo con sindaci e dirigente avrebbe risolto ogni questione e avrebbe permesso un confronto aperto e completo sulla questione, Magrini ricorda che quel tavolo tra dirigenti e sindaci, avviato dalla giunta per affrontare il calo demografico nelle scuole, è attivo da un anno. Una risposta che indispettisce Mulas secondo il quale Magrini travisa piani e obiettivi, confondendo il tema del ciclo primario e il dialogo tra sindaci per accorpare i comprensivi con le esigenze di crescita dell’istituto superiore.
Il clima si infiamma e Magrini sceglie di chiudere la seduta troncando ogni ulteriore dibattito appellandosi al regolamento. “Buona Pasqua a tutti” la frase finale con cui si congeda e scioglie l’assemblea. Ma il clima è poco fraterno.
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