Varese, l’Auser raddoppia: inaugurata la nuova sede in via Robbioni
Un nuovo punto di riferimento per il sociale nel cuore della città. La presidente Rosa Romano: "Un’emozione grande, pronti a nuove sfide per i più fragili"
Il taglio del nastro tricolore è arrivato sotto lo sguardo di una platea gremita e attenta, segnando ufficialmente l’inizio di un nuovo capitolo per il volontariato cittadino. È visibilmente emozionata Rosa Romano, presidente di Auser Varese, mentre inaugura ufficialmente la nuova sede dell’associazione in via Robbioni 14. Al suo fianco, a testimoniare l’importanza del traguardo, la presidente di Auser Lombardia, Tiziana Scalco.
Una “casa” per la presidenza e l’amministrazione
La nuova apertura non sostituisce, ma integra la storica presenza dell’associazione sul territorio. Se i locali di via Robbioni ospiteranno da oggi gli uffici della presidenza provinciale e dell’amministrazione, il cuore pulsante delle attività operative non si sposta: il gruppo di volontari e volontarie che si occupano del Filo d’Argento e del celebre laboratorio di cucito rimarranno infatti nella ben nota sede di Piazza De Salvo.
Una scelta che punta a una gestione più strutturata per rispondere alle crescenti necessità di una rete che vanta decine di sedi in tutta la provincia.
Le autorità presenti
All’inaugurazione è intervenuta una folta rappresentanza delle istituzioni locali e regionali, a conferma del ruolo centrale che Auser ricopre nel tessuto sociale varesino. Tra i presenti il sindaco di Varese, Davide Galimberti, il consigliere regionale Samuele Astuti, gli assessori comunali Roberto Molinari (Servizi Sociali) e Rossella Dimaggio (Servizi Educativi), Paola Martinelli, dirigente di Asst Settelaghi, i rappresentanti sindacali Giacomo Licata (Segretario Generale SPI CGIL Varese), Stefania Filetti e Mimma Agnusdei (Segreteria CGIL Varese).
Presente anche una delegazione dell’associazione EOS e numerosi rappresentanti delle diverse sedi Auser sparse sul territorio provinciale.
Progetti futuri e collaborazione
Più che una semplice cerimonia, l’evento è stato un momento di confronto sul futuro del welfare locale. Durante gli interventi è emersa con forza la volontà comune di fare rete: l’obiettivo è collaborare a progetti innovativi che possano migliorare concretamente la qualità della vita delle persone anziane e fragili del territorio.
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