Buon compleanno Mauro della Porta Raffo

Oggi Mauro della Porta Raffo compie 82 anni (29950 giorni) e anticipa la sua “uscita di scena” tra sette anni. Un augurio ironico e affettuoso perché si sbagli: intanto celebriamo vita, opera e biografia

Mauro Della Porta Raffo

Oggi è il giorno dell’ottantaduesimo compleanno e 29950esimo di vita di Mauro Della Porta Raffo. Lui, come è solito, fa le cose in grande e anticipa il testo che scriverà tra sette anni, quando, come annuncia, ci lascerà. Gli auguriamo di non averci visto bene e che quel tempo si allunghi in là. Intanto però lo salutiamo e gli facciamo tanti auguri. Riprendendo integralmente il suo scritto e riportando una sintesi (fatta con l’AI che poco ama) ma anche una versione integrale della sua biografia scritta da Simone Furfaro.

Non gli riuscì.
(17 aprile 2033), una prefigurazione

di Mauro della Porta Raffo

Fu solo allorquando finalmente raggiunse il canneto che il vecchio si girò indietro, verso l’altra sponda.
Aveva remato lentamente, centellinando le forze.
Aveva remato in avanti: incredibile come dopo venticinque anni e passa le fratture agli avambracci ancora lo limitassero nei movimenti.
La riva della Schiranna ora si distingueva nitidamente.
La nebbia bassa che l’avvolgeva quando era arrivato all’imbarcadero dal quale era partito, dissolta.
Il Sole cominciava a scaldargli le spalle e probabilmente tra poco avrebbe dovuto levarsi il maglione.
Il vecchio cercava il passaggio verso la darsena davanti alla quale settant’anni prima i gobbetti abboccavano che era un piacere.
Meno canne, allora.
Meno canne e un compagno con il quale parlare mentre i pesci sembrava non aspettassero altro che l’esca quasi volessero uscire dall’acqua e precipitarsi in barca.
Cinquantotto: ricordava che un’ora e mezza dopo, a casa, nel lavello della cucina, aveva messo in fila l’uno accanto all’altro cinquantotto tra gobbi e lavarelli.
Poi era arrivata sua Madre e si era messa le mani tra i capelli protestando la propria incapacità a pulire tutto quel pesce che per di più, in famiglia, lui compreso, nessuno amava mangiare.
Ed era lì adesso per rivivere quella tra le oltre trentaduemila giornate della sua lunga vita, l’unica nella quale avesse mai pescato.
Era lì per il lago, per la barca, per il rumore dei remi, per il Sole che prima doveva ancora sorgere e poi, velocissimamente, si alzava nel Cielo, per il successivo tepore sulle spalle…
Perché fra tutte era proprio l’espressione che aveva sua Madre quella lontana mattina che maggiormente amava.
A fatica portò la barca dove pensava fosse più facile passare.
Le canne si aprivano davanti al piccolo legno e si chiudevano subito dietro.
Poi, finalmente, un tratto d’acqua libera e l’ingresso della darsena.
Stanco, cercò all’interno un attracco.
Con calma, con molta calma, scese e, in salita, s’incamminò verso il paese.
In piazza, la chiesa, il tabaccaio, un bar, la farmacia, il Municipio e una panchina sotto un albero.
La giornata andava come meglio non avrebbe potuto, si disse soddisfatto, sedendosi all’ombra.
Riposiamoci prima di tornare indietro.
Chiuse gli occhi e subito rivide la Madre che, sorridente, lo sgridava per tutti quei pesci.
Un raggio di Sole colpiva da dietro i suoi capelli: era bellissima.
Fece allora il vecchio per rialzarsi, ma non gli riuscì”.

Mauro Della Porta Raffo

LA BIOGRAFIA DI MAURO DELLA PORTA RAFFO

La versione integrale

La sintesi

La biografia aggiornata al 17 aprile 2026 presenta Mauro della Porta Raffo come un intellettuale e operatore culturale di primo piano, nato a Roma nel 1944 e residente a Varese fin dall’infanzia. La narrazione intreccia dimensione personale e contesto storico, ricordando i principali eventi e protagonisti politici e religiosi attraversati nel corso della sua vita.

Di origini familiari nobili e complesse, con radici che spaziano tra casati italiani ed europei, Raffo si definisce testimone del suo tempo, distinguendosi per una cultura vastissima e per un percorso non lineare: scolasticamente irregolare, ma animato da una precoce passione per la lettura e la conoscenza.

Dopo esperienze professionali eterogenee – tra incarichi pubblici, attività legali, assicurative e anni dedicati al gioco d’azzardo – trova la propria strada nella scrittura a partire dagli anni Novanta, diventando saggista, narratore e commentatore, noto anche per il rigore critico e la celebre attività di “Gran Pignolo”.

Accanto alla produzione letteraria e giornalistica, svolge un’intensa attività culturale (conferenze, “Salotti”, collaborazioni mediatiche), affermandosi come esperto di politica statunitense e figura di riferimento nel dibattito intellettuale.

La biografia mette inoltre in evidenza il forte senso di identità personale, l’individualismo, la passione per lo studio continuo e una visione della vita improntata alla libertà di pensiero, alla provocazione intellettuale e alla ricerca quasi enciclopedica del sapere.

Infine, emerge il lato privato: il ruolo centrale della famiglia, l’orgoglio per figli e nipoti, e una vitalità che, nonostante malattie e difficoltà, lo vede ancora attivo nella scrittura e nella progettazione di nuove opere, anche oltre gli ottant’anni.

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Pubblicato il 17 Aprile 2026
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