«Educativa di strada per salvare i nostri giovani»
L'assessore ai servizi sociali Taldone commenta il caso del ragazzino di 9 anni che ha fumato uno spinello
A Luino i ragazzi non hanno molti luoghi di divertimento. In centro i bar la fanno da padrone e i giovani adolescenti scelgono l’unico parco che c’è in città, il parco Ferrini. Se al mattino e al pomeriggio qui ci sono mamme con bambini e nonni la sera a frequentarlo sono gli adolescenti tra i quattordici e i diciotto anni. Si ritrovano a gruppi, si conoscono tra di loro ma ognuno fa parte del suo nucleo con comportamenti e regole definite. Come spesso accade si sbevazza un po’, si ride e si scherza e avolte ci si fuma anche le canne. Succede a Luino la sera come in molti altri luoghi d’Italia. Poi succede il fattaccio, un ragazzino di nove anni che viene sfidato e preso in giro, si ritrova a fumare uno spinello senza nemmeno aver mai provato una sigaretta. Sta male, l’ospedale e racconta tutto ai genitori.
E’ successo l’altra sera e l’assessore ai servizi sociali del comune Giuseppe Taldone resta per un attimo senza parole: «Sono fatti che fanno paura e che ci preoccupano – spiega Taldone – nonostante il 15% del bilancio comunale venga impegnato in spese sociali succedono fatti come questo». Inquieta e spaventa ma cosa si può fare in realtà?: «L’unica risposta è l’educazione e l’informazione nelle scuole – spiega ancora l’assessore – ancora meglio per strada parlando lo stesso linguaggio dei ragazzi». Il comune lo fa? «Si, con progetti che durano nell’arco dell’anno scolastico – continua – ma episodi come questi scoraggiano». Eppure c’è il Centro di aggregazione giovanile fondato dal precedente assessore Caterina Franzetti: «Si e funziona bene – dice Taldone – i ragazzi lo frequentano e le iniziative sono moltissime anche verso i ragazzi con difficoltà d’inserimento, anzi soprattutto nei loro confronti».
Un lavoro che impegna molto gli assistenti sociali del comune i quali organizzano corsi di pittura, teatro e altre attività creative e ricreative per i ragazzi che lo frequentano ma alcune situazioni sociali sono davvero difficili. I ragazzi del Ferrini non frequentano il centro e la loro giornata la passano in altro modo; il perchè sta nel disagio ma anche nella mancanza di stimoli esterni, a volte. Una volta il disagio sociale era molto più ampio e la droga circolava anche con maggiore libertà a Luino. In tutta la zona nord del Varesotto erano molti i tossicodipendenti da eroina e molte furono le vittime. Oggi l’eroina, che falcidiò la generazione degli anni ’80, non c’è quasi più ma resta il disagio sociale di una zona un po’ isolata dal resto della provincia.
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