È fuori pericolo la sorella della vittima dell’incidente di Maccagno
Sembrano migliorare anche le condizioni del più giovane dei feriti, un quindicenne della Valtravaglia. Ancora attesi gli esisti degli esami ematici sul conducente della Panda che ha travolto il gruppo di pedoni
Migliorano le condizioni dei feriti coinvolti nell’incidente mortale di domenica a Ronco delle Monache, a Maccagno, dove il conducente di un’auto sembra aver perso il controllo del veicolo, travolgendo una compagnia di cinque ragazzi, tutti falciati, con una vittima: Sara Vetrano, 16 anni.
Il trasporto all’ospedale è stato assistito da numerosi mezzi di soccorso aerei, che hanno accorciato i tempi delle prime cure ospedaliere.
Fra i colpiti dalla Panda senza controllo c’era anche la sorella maggiore della vittima. Una giovane donna di 20 anni finita in gravi condizioni all’ospedale di Monza, condizioni che ancora nella giornata di ieri, lunedì, destavano particolari preoccupazioni.
Di oggi la notizia che la ragazza non più in pericolo di vita e verrà sottoposta a un intervento chirurgico, assistita sempre dal padre che fa la spola fra il San Gerardo e il Circolo, dove la mamma delle due ragazze, sua moglie, è stata trasportata per un malore una volta appresa la notizia dell’incidente.
Migliorano anche le condizioni del più giovane dei feriti, un quindicenne della Valtravaglia, zona ben conosciuta da Sara Vetrano, che aveva vissuto per anni a Mesenzana, anche se l’ultima residenza era Cugliate Fabiasco. Il giovane era rimasto gravemente ferito a un braccio e a preoccupare erano proprio le condizioni dell’arto, che ora stanno migliorando.
Certo, l’impatto dell’auto è stato devastante e la scena che si era presentata ai soccorritori era stata descritta come «pazzesca e allucinante».
E qui torna al centro la questione delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Varese, per fare luce su quanto accaduto. In primo luogo la Procura procederà ad affidare l’incarico per una consulenza cinematica, «per cercare di stabilire l’esatta dinamica dell’evento», e disporrà inoltre una consulenza medico-legale relativa alle cause del decesso della giovane e ai gravi traumi riportati dagli altri coinvolti.
Il corpo della vittima si trova presso la Medicina legale dell’ospedale di Varese.
Ad oggi non sono ancora disponibili i risultati degli esami ematici effettuati in ospedale per verificare l’eventuale presenza di droghe o alcol nel sangue del 31enne alla guida dell’utilitaria, anch’egli peraltro finito in ospedale, indagato per omicidio stradale e lesioni stradali colpose gravi.
In caso di esito positivo, il Codice penale prevede pene da 8 a 12 anni e, potenzialmente, un quadro sanzionatorio che potrebbe consentire l’emissione di misure cautelari.
Si tratta però di un’ipotesi puramente teorica, dal momento che soltanto gli esiti degli accertamenti potranno cominciare a chiarire le cause di una tragedia sulla quale amici, parenti e le comunità toccate dalla vittima e dai suoi amici vogliono fare piena luce, per capire cosa sia accaduto esattamente alle 15.30 di domenica scorsa lungo la statale del Verbano.
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