Rosa fa saltare l’assemblea: niente nuovo CdA per Agesp

La mancata nomina dei membri del consiglio d'amministrazione crea imbarazzo nelle file della CdL: dura presa di posizione delle segreterie contro il sindaco

Luigi Rosa non smette di far discutere i suoi sempre più riluttanti compagni d’avventura. Pietra dello scandalo, questa volta, la sua mancata presenza all’assemblea odierna in cui si doveva procedere, con il suo assenso quale rappresentante del Comune di Busto Arsizio, alla nomina del CdA di Agesp SpA. Un atto in apprenza formale, e in ogni caso dovuto dopo l’approvazione della fusione con Amsc da parte del Consiglio comunale. Secondo quanto auspicavano e consigliavano le segreterie cittadine della CdL, i consiglieri avrebbero dovuto essere gli stessi già in consiglio in precedenza, e da poco dimissionari, ma il sindaco non si è presentato in assemblea, annunciando per telefono la sua assenza. Col che alle 16,45 la riunione è stata tolta, e Agesp è rimasta senza guida.

Immediata e dura la presa di posizione delle segreteire dei partiti della CdL, senza eccezione: Franco Castiglioni (FI), Giuseppe Zingale (UDC), Luca Rossi (An) e Giuseppe Gorini (Lega Nord) hanno emesso un comunicato congiunto che denuncia la "grave responsabilità assunta dal Sindaco Rosa per la mancata nomina del CdA di Agesp S.p.A., nonostante le unanimi sollecitazioni espresse in tal senso da tutte le forze politiche della maggioranza". La mancata nomina lascia Agesp senza guida in un momento delicato, di riassetto societario in vista della fusione con Amsc, la municipalizzata di Gallarate, e "l’impossibilità di dare tempestiva attuazione alle operazioni sopra descritte rischia, vista la ristrettezza dei tempi disponibili, di pregiudicare gravemente gli interessi della società stessa", come si fa notare senza troppi giri di parole. Nel comunicato si parla anche di "strumentali e pseudo-moralistiche guerre di religione in merito alla definizione degli emolumenti spettanti a gli amministratori delle società del gruppo Agesp". Proprio a Rosa spetta la parola finale sull’entità dello stipendio degli amministratori dell’ex municipalizzata (si parla di cifre non certo da capogiro, comunque); le segreterie invitano il sindaco a ridurre gli emolumenti di un 10%, in linea con quanto recentemente approvato per gli amministratori pubblici.

Questa volta il malumore contro Rosa è davvero trasversale: "si conferma quanto ho sempre detto" afferma serafico Gorini, "il problema non è Rosa contro parte della Lega, è Rosa contro tutta la Casa delle Libertà". Di fronte all’assenza del sindaco anche all’atto dell’apertura della Festa nazionale della Lega, Gorini commenta severo: "Quando c’è una festa così importante, i leghisti puri si fanno vedere". C’è da chiedersi cosa abbia spinto Rosa a mettere i bastoni fra le ruote di Agesp, se la volontà di rivedere (al ribasso, naturalmente) le paghe degli amministratori, o quella di effettuare nomine diverse da quelle attese. Se la situazione non si sbloccherà a breve si profila l’ombra di un commissariamento della società da parte del tribunale, come conferma Franco Castiglioni nella sua veste di presidente di Agesp Holding. "Certo, se poi Rosa volesse effettuare nomine diverse da quelle previste, non confermando il CdA uscente, sarebbe un’ulteriore riprova della sua ritrosia a seguire le indicazioni della maggioranza" osservano in coro i segretari. Cosa accadrà a questo punto è difficile da prevedere. Una crisi nata in modo non dissimile ha prima minato, poi demolito la Giunta Ponti a Castellanza; si spera che almeno a Busto sia risparmiata l’estenuante stagione di attacchi e ripicche vista in riva all’Olona.

 

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Pubblicato il 21 Gennaio 2006
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