Pasticceria Bianchi: il giudice rimanda la chiusura
Prosegue la lunga vicenda giuridica che coinvolge da 14 anni la pasticceria del centro. In questi mesi si sono formati veri e propri gruppi di sostegno a favore della storica istituzione gallaratese
Dopo una lunga giornata d’attesa il Tribunale di Gallarate ha deciso oggi, 12 gennaio, di rinviare nuovamente l’ordine di chiusura del laboratorio della pasticceria Bianchi di Gallarate. Il rinvio, fissato per l’11 maggio, è stato giustificato dalla necessità di effettuare ulteriori approfondimenti sulla vicenda giuridica che ha coinvolto lo storico negozio del centro.
Prosegue così la lunga tranche di denunce intrapresa da un’inquilina della pasticceria Bianchi, con ben 52 cause in meno di 14 anni. Era il 1992, infatti, quando Giovanna Mazzucchelli denunciò i pasticceri per il rumore causato dai frigoriferi situati al piano seminterrato dell’edificio, un ronzio ritenuto eccessivamente fastidioso. Ma i sopralluoghi dei tecnici del Comune, e dell’Asl, dimostrarono che il rumore era ben al di sotto delle soglie definite dalla legge e che, quindi, non era percepibile ai piani superiori.
Eppure la vicenda non finì qui: dopo aver perso questa causa la stessa inquilina ne propose di nuove, sempre di genere diverso. Fino a che non arrivò la denuncia alla quale la pasticceria non sembrava aver modo di rispondere. Secondo un comma del vecchio regolamento condominiale, infatti, l’area in cui ora si trovano i laboratori artigianali non sarebbe espressamente adibita a questa funzione.
Nell’appello di primo grado, al tribunale di Busto, la famiglia Bianchi vinse il processo, forte del fatto che il laboratorio è ormai a completa norma di legge. Ma in secondo grado, a Milano, il giudice fece prevalere il regolamento condominiale, emettendo la sentenza di chiusura del laboratorio. Ovvio che, senza “backstage”, non si può mettere nulla di buono sui banconi della pasticceria, e quindi si impone la chiusura.
Il 16 dicembre del 2005 la sentenza diventò esecutiva ma gli avvocati (ben otto) assunti dai Bianchi in questi anni, trovarono il modo per mantenere aperto il laboratorio per un altro mese, riuscendo ad offrire il servizio più importante alla città, quello legato alle festività natalizie.
La speranza dei proprietari era appunto quella di resistere almeno fino a marzo, quando saranno disponibili nuovi contratti di locazione per alcuni locali vicini al negozio dove, eventualmente, i Bianchi potrebbero decidere di spostare i laboratori.
A rischio c’è un’istituzione storica e ben dodici famiglie, che hanno trovato lavoro nella fabbrica della dolcezza. Il valore storico della pasticceria è ben noto a tutti i gallaratesi: il negozio è sempre rimasto lì vicino alla Basilica, vivendo nel cuore di Gallarate dal 1958.
Solo due mesi fa gli eredi Bianchi (la cui madre, riconosciuta da tutti come simbolo dell’istituzione, è morta proprio un giorno prima dell’ordine di chiusura) hanno partecipato alla cerimonia per l’istituzione degli amaretti Dop di Gallarate, amaretti che possono essere prodotti solo qui e in altre quattro pasticcerie gallaratesi.
Dietro a questa vicenda, nel frattempo, si è raccolto un grande gruppo di fan di pasticcini e zuppe di frutta. In un mese sono state raccolte più di 2mila firme contro la chiusura, mentre alla pasticceria sono giunte, testimonianze e lettere di sostegno da parte del sindaco di Gallarate Nicola Mucci, di Ottavio Missoni e persino George Clooney. Senza amaretti Bianchi, i suoi party nella villa di Como non sarebbero così buoni…
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