Bossi, le regioni pronte che partano pure

Festa della Lega Nord: interviene il leader del Carrocio, neo ministro alla devoluzione

Devoluzione, immigrazione e cambiamento. Questo la Lega Nord ha messo sul piatto della bilancia e questo intende portare a compimento. Lo ha  ricordato ancora una volta il ministro per la devoluzione e leader del Carroccio Umberto Bossi, che ieri sera ha parlato ai "lumbard" a Besozzo, in occasione della festa della sezione locale del partito. «È cresciuto Fini, Berlusconi e Tremonti e non siamo più soli come qualche anno fa – ha detto Bossi a proposito della devoluzione – anche se le battaglie in aula ci saranno».  Perché come ha spiegato il leader della Lega «in questo paese la tentazione a frenare c’è sempre, ma rispetto al primo accordo con Berlusconi ora siamo al dunque». Ai nastri da partenza dunque. Le regioni che sono pronte a fare la devoluzione partano pure. Questo dice il neoministro, che spende ancora parole sul federalismo proposto dalla sinistra, definita «un meccanismo tentacolare, che lede la sovranità nazionale». Proprio così.  «La nostra costituzione storica è flessibile e da questa occorre partire per innestarvi il processo della devoluzione, trasferendo le tre grandi competenze di sanità, scuola e polizia locale». Tre cose semplici, ha aggiunto il ministro. E la sovranità nazionale è garantita, come la funzione del governo nel bocciare questioni di interesse nazionale. Tipo? «La famiglia omosessuale, quella non passa». Ribadito anche lo stop ai clandestini: «A casa nostra entra chi vogliamo noi, siamo amici di tutti  e siamo disposti ad aiutarli a casa loro, cosa che la Lega, unica forza politica, ha già fatto in passato».

 

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Pubblicato il 13 Luglio 2001
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