Nessun ridimensionamento per gli ospedali del Verbano
I vertici dell’Azienda preoccupati per la fuga di infermieriper fare il punto della situazione delle strutture ospedaliere di Luino e Cittiglio
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Nessuna chiusura o ridimensionamento degli ospedali del Verbano, ma sforzo da parte dei vertici dell’Azienda Ospedaliera Varesina nel ripianare la costante perdita di personale infermieristico per occupare al meglio i reparti. E’ questo il sunto delle assicurazioni offerte dal direttore dell’Azienda Ospedaliera di Circolo Carlo Lucchina e dal responsabile sanitario della stessa Fabio Banfi, in visita nella serata di ieri, mercoledì 11 luglio, presso la sede della Comunità Montana Valli del Luinese. Un messaggio che sembra in parte aver tranquillizzato i sindaci del comprensorio, dopo le voci di chiusura di alcuni reparti compresi nei presidi "del Verbano", ovvero il plesso ospedaliero del nord della Provincia composto dalle strutture di Cittiglio e Luino, anche a fronte della fisiologica diminuzione di personale dovuta all’applicazione del piano ferie estivo. «Sono certamente presenti numerose migliorie da apportare al Luini Confalonieri – ha affermato Lucchina nel corso del suo intervento – come la sistemazione della camera mortuaria e il potenziamento della dialisi, oltre agli altri interventi di finanziamento della struttura per 10 miliardi promessi dal presidente della Commissione Regionale della sanità Massimo Buscemi nel corso della sua recente visita. Proprio per questo vorrei sgombrare da dubbi e perplessità la linea di condotta dell’Azienda Ospedaliera: non sono presenti progetti di chiusura ne tantomeno di ridimensionamento per gli ospedali del Verbano». Secondo Lucchina, tuttavia, a fronte di una situazione alberghiera molto buona e di un previsto riammodernamento delle strutture, il principale problema cui far fronte rimane quello rappresentato dalla fuga di personale infermieristico e medico dagli ospedali. A tale proposito è intervenuto anche il sindaco di Luino Gianercole Mentasti che ha sottolineato come questo fenomeno sia risolvibile mediante la pressione presso gli organi competenti affinchè vengano reintrodotte le scuole infermieristiche locali sotto la diretta gestione degli ospedali in concerto con l’Università, così da fornire personale infermieristico preparato e in continuo ricambio. Questo sulla falsariga di ciò che avveniva anni fa proprio a Luino, dove nel corso delle esperienze vissute si raggiungevano ottimi livelli di preparazione senza carenze di organico. Dello stesso parere anche Lucchina, il quale ha tuttavia segnalato che il persistere di tale situazione potrebbe obbligare l’Azienda Ospedaliera ad "affittare" personale infermieristico presso le cooperative di infermieri. A creare il problema relativo alla fuga di infermieri è certamente la vicinanza con la Svizzera, ma anche la grande mobilità del personale che una volta terminato un periodo di lavoro di 2-3 anni inoltra la domanda di trasferimento così da lasciare sguarnite le strutture ospedaliere. Alla riunione, oltre a numerosi sindaci del Luinese erano presentii il Presidente della Comunità Montana Silvio Fiorini e Paolo Sartorio, a capo dell’Ente Montano della Valganna-Valmarchirolo. |
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