Tv svizzera invisibile, interpellato il ministero
Il senatore Tomassini chiede al Ministro landolfi di tutelare la televisione di confine Rtsi
Il caso della televisione svizzera finisce sul tavolo del Ministro delle telecouniaczioni, Mario Landolfi. A presentare un’interrogazione è il senatore di Forza Italia, Antonio Tommassini, che segnala al Ministro l’importanza di una rete televisiva di confine il cui segnale, da diversi mesi, risulta essere alquanto disturbato, tanto da non rendere più visibili i programmi della rete in diverse zone. «Da anni in provincia di Varese, così come in quelle di Como e Novara, i cittadini sono aggiornati sulla realtà della confinante Svizzera grazie alla Tv elvetica in lingua Italiana RTSI – spiega il senatore -. Da qualche tempo però, il segnale di questa emittente risulta indebolito e disturbato a causa di interferenze provenienti da frequenze illecite di altre emittenti».
Il Senatore Tomassini ha reso noto al Ministro che l’area geografica transfrontaliera italiana e svizzera costituisce una realtà che comprende 189 mila imprese, un milione e 132 mila occupati, tanto che è stata creata la specifica comunità di lavoro Regio Insubrica, con un saldo attivo nella bilancia commerciale di 17 miliardi di Franchi (oltre 11 miliardi di Euro) ed un fatturato di 100 miliardi di franchi (quasi 65 miliardi di Euro). La Regio Insubrica comprende il Canton Ticino, le province di Varese, Como, Lecco, Novara e di Verbano-Cusio-Ossola, con una popolazione di circa due milioni e mezzo di abitanti.
«La Regio Insubrica rappresenta una ricchezza culturale e tradizionale, nonché uno strumento di lavoro, tesa allo sviluppo economico e sociale di tutta la zona interessata. Nata per riscoprire le radici storiche della regione interessata, è divenuta una realtà istituzionale dal 1995 con l’istituzione della “Comunità Lavoro”, emersa da un forte senso di appartenenza e condivisione nel campo della mobilità di professionisti e lavoratori, della collaborazione nel campo dell’istruzione, della sanità, dei trasporti, delle comunicazioni, della tutela ambientale, culturale e storica. Tali elementi di collaborazione sono stati concretizzati nel tempo, con la stipulazione di numerosi trattati bilaterali tra la nazione italiana e quella svizzera nelle materie appena citate».
Il Senatore Tomassini ha quindi evidenziato al ministro Landolfi che «non può sfuggire l’importanza che in tale rete di quotidiani e basilari rapporti riveste anche la corretta trasmissione e ricezione televisiva».
Si attende ora di conoscere la risposta del ministero «per adottare gli urgenti e opportuni provvedimenti, al fine di attribuire alla trasmissione dei segnali di confine in lingua italiana la necessaria tutela, qualificando il canale svizzero come una rete protetta e assumendo le conseguenti misure di carattere tecnico-operativo».
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