Parte la campagna vaccinale contro l’influenza
Dal sette novembre disponibili i vaccini. Ai soggetti a rischio abituali, bambini e ultrasessantacinquenni, si aggiungono gli allevatori di volatili e maiali
Mentre l’influenza aviaria impazza sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, a Varese si pensa a contrastare quello che appare, allo stato degli atti, il pericolo più imminente: l’influenza.
Dal 7 novembre parte, infatti, la campagna vaccinale gratuita che quest’anno è stata allargata a nuove fasce della popolazione. I pediatri di libera scelta hanno indicato i bambini a rischio per i quali è consigliato il vaccino, mentre i medici di medicina generale devono tentare di convincere gli ultrasessantacinquenni. Rientrano nelle categorie a rischio anche gli immunodepressi.
Particolare sensibilizzazione è stata fatta sul personale sanitario.
Per i più piccoli, l’Asl ha deciso di acquistare dosi di vaccino prive di mercurio dimostrando attenzione alle indicazioni internazionali.
Con la campagna di quest’anno si auspica di raggiungere almeno 130.000 persone: i vaccini acquistati sono 132.000 di cui 24.000 potenziati per i soggetti in età pediatrica.
Il picco influenzale è previsto tra la metà di gennaio e febbraio, ecco perchè è bene farsi vaccinare in tempi adeguati: «Chiunque può acquistare il vaccino in farmacia – spiega Fabio Banfi, direttore sanitario dell’Asl – l’importante è non anticipare troppo i tempi per assicurarsi la copertura nel momento del picco».
Un’altra categoria che quest’anno rientrerà tra quelle tutelate sono gli allevatori di volatili e maiali: «Anche per loro – aggiunge Pierluigi Zeli, direttore generale dell’Asl – è prevista la vaccinazione gratuita. Queste persone, per l’attività che svolgono quotidianamente, sono le più esposte quando e se mai arriverà il virus dei polli. Il vaccino antinfluenzale servirà, almeno, ad attutire gli effetti dell’influenza aviaria».
L’influenza aviaria sta diventando un vero e proprio spauracchio: «In Italia la situazione è sotto controllo – sottolinea Zeli – negli allevamenti intensivi abbiamo vaccinato tutti i capi, mentre abbiamo avviato un censimento su base volontaria degli allevamenti rurali a cui diamo i vaccini gratuitamente. Il pericolo, in questo momento, arriva dal sangue dei volatili: in alcuni paesi è ancora abitudine portare galline vive che vengono uccise al momento e questa pratica è pericolosa. Io invito tutti a consumare carni cotte di polli, tacchini e maiali. Non si devono temere neppure le uova che, tutt’al più, vanno cucinate».
Il problema, quindi, potrebbe arrivare dalle migrazioni dei volatili. Per il momento non è stato deciso lo stop alla caccia, ma le autorità sanitarie sono sul chi vive: appena si verificherà un problema si metteranno in piedi tutte le procedure precauzionali.
Un’ultima annotazione riguarda l’assalto alle farmacie, soprattutto d’oltre confine: «Fino ad oggi non è avvenuta la mutazione del virus quindi non è stata superata la barriera. Se mai dovesse avvenire, non si può sapere quale tipo di mutazione avrà subito il virus: i farmaci oggi in circolazione non garantiscono, quindi, la copertura».
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