«Il nuovo centro commerciale è sproporzionato»
La posizione della proloco in merito al progetto di realizzazione di un centro commerciale
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Gianluigi Pozzi, presidente della Proloco di Lavena Ponte Tresa in merito alle recenti vicende del nuovo centro commerciale.
Grazie alla genialità dei nostri amministratori adesso sappiamo tutti come si può rallentare il traffico sulla discesa del Marchirolo. Basta lasciar costruire un bel Centro Commerciale con un posteggio di 400 auto con l’obbligo però della realizzazione di una rotonda sulla strada provinciale per l’entrata e uscita dei veicoli e il gioco è fatto!
Molto probabilmente i ns. ingegnosi Amministratori pensano di vivere nel deserto o non hanno mai avuto l’avventura di trovarsi sulla parte alta della Via Colombo in un giorno prefestivo. In poche parole non conosco i problemi di viabilità del paese che, su mandato dei cittadini, debbono gestire (grazie a Dio solo per pochi mesi ancora…).
Che la Regione dia un benestare basato solamente su considerazioni puramente di opportunità commerciale senza nessuna conoscenza specifica della realtà territoriale – infatti la Provincia che queste cognizioni le ha è contraria al progetto – può anche essere compreso, ma che degli Amministratori locali non abbiano tenuto conto del numero di veicoli che in una giornata potrebbero entrare e uscire da quel parcheggio per immettersi nella già caotica situazione veicolare esistente, lascia moltissima perplessità.
Perché i casi sono due: o il centro commerciale serve per aumentare il numero dei possibili clienti del commercio tresiano e quindi si deve giocoforza sperare in un aumento sconsiderato dei veicoli su strade già intasate oppure serve solo a trattenere qualche veicolo attualmente diretto a vari centri commerciali della zona, cosa che però favorirebbe soltanto il nuovo centro e non certo i negozi esistenti!
O forse c’è qualcuno che pensa veramente che ci sia chi, dopo aver fatto la spesa nel nuovo centro, si farebbe una camminata di un paio di chilometri, metà dei quali in salita, per arrivare in paese a bersi un caffè ? E se per assurdo questa improbabile possibilità si avverasse gli utenti del centro commerciale in arrivo dove parcheggerebbero la loro auto, intorno alla nuova rotonda?
Penso che sia chiaro a tutti che il nuovo centro commerciale è un’opera sproporzionata se riportata ai soli abitanti del nostro paese. E’ logico quindi che abbia il principale scopo di attirare utenti esterni i quali giocoforza dovranno passare la dove già adesso su un tratto di duecento metri occorrono quattro vigili in servizio se no si blocca tutto. C’era un progetto che avrebbe permesso la realizzazione di nuove strutture senza incidere profondamente sulla viabilità e senza mettere in sofferenza il commercio esistente. Questo progetto che si chiamava Madonnone è stato strenuamente combattuto da quegli stessi Amministratori che allora dissero che la loro battaglia era a tutela dei piccoli negozianti e che oggi approvano un progetto che può significare la fine della attività di chi a parole volevano tutelare. Forse qualcuno dovrebbe iniziare a guardarsi il naso e sentirsi un po’ Pinocchio!!!!
Gianluigi Pozzi
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