Gestione casa di cura Bernacchi: il consulente del Comune replica
La gestione della Fondazione Bernacchi torna a scaldare gli animi. Il consulente invita l'ex presidente Luini ad un confronto
Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Signora Luini,
nel mio ultimo accesso alla Casa di Riposo Bernacchi ho avuto copia di un documento a Sua firma nel quale si dice testualmente: “Il debito indicato dall’Amministrazione di centro destra è frutto di fantasia ragionieristica di un consulente che, in una discutibile relazione, affastella cifre e dati che non corrispondono al consuntivo 2003 approvato e pubblicato a norma di legge”.
Di ciò trovo notizia anche in un sito Internet nel quale tale consulente viene indicato come consulente della Sig.ra Reggiori. (?)
Al di là dell’ossimoro (in genere ai ragionieri si nega ogni possibilità fantastica), La invito a volermi confermare o smentire che il consulente citato sia il sottoscritto, e se quindi la relazione cui Lei si riferisce con il termine di “discutibile” sia quella da me sottoscritta, e se così fosse in cosa consistono la “fantasia ragionieristica”, ed in che modo avrei affastellato dati e cifre.
Infatti, come credo comprenderà, un Professionista vive della propria credibilità, e quindi tali affermazioni se riferite alla mia persona ed al mio operato sono gravemente lesive della mia onorabilità, cosa dalla quale dovrei difendermi innanzitutto di fronte ai committenti e più in generale a tutti coloro che hanno udito la mia relazione, ed in secondo luogo dovrei esaminare con un Avvocato penalista possibili aspetti di calunnia a mio carico. Mi permetto peraltro per Sua buona nota – sperando di fugarLe il dubbio che io sia persona disposta a relazioni accomodanti per i mandanti in quanto disperato alla ricerca di qualsiasi incarico – allegarLe curriculum relativo alle sole attività con valore pubblicistico. Ho anche la velata impressione che Ella immagini che il mio giudizio sia stato influenzato (per usare un understatement) da condivisione politica con la maggioranza consiliare di Gavirate; anche qui se avrà voglia e modo di controllare avrà qualche sorpresa.
Ciò detto mi corre l’obbligo di segnalarle in relazione alla lettera aperta:
– il riferimento al conto consuntivo 2003 (redatto, per chiarezza con la c.d. contabilità finanziaria) mi sembra un fuor di luogo, in quanto a mio modesto avviso assolutamente inadatto a rappresentare i debiti (e soprattutto i crediti) di un ente. Qualora Ella invece sappia dedurre da tale documento di cui Ella è in possesso la reale entità dei debiti dell’Ente al 31 dicembre 2003 me lo comunicherà e sarò ben felice di fare pubblica ammenda con lettera inviata al Consiglio di Amministrazione dell’Ente ed al Consiglio Comunale di Gavirate indicando partitamente e dettagliatamente, com’è mio uso l’errore da me compiuto. […omissis…]
– Il riferimento al mutuo bancario si commenta da solo; il tasso del 3,4% è stato valido fino alla fine del semestre solare in corso al momento dell’erogazione, cioè dai primi giorni di dicembre 2003 al 31 dicembre 2003; forse 20 giorni, e ciò era chiaro sin dal momento della sottoscrizione: successivamente a partire dal 1 gennaio 2004 il contratto da Lei firmato prevede spread di 2 punti annuali (se preferisce uno semestrale) rispetto al tasso Euribor (arrotondato per eccesso) che nei primi giorni di dicembre 2003, quando è stato stipulato, si è sempre aggirato sul 2,2%; quindi le mie “fantasie matematiche” mi portano a concludere che il mutuo fu stipulato ad un tasso che era chiaro fin da subito che entro pochi giorni si sarebbe trasformato nel 4,2%, quindi ben diverso dal 3,4% che Lei stessa ammette essere i tassi di mercato in allora vigenti; mi dia un indizio del contrario e sarò ben felice di fare pubblica ammenda nella consueta modalità partita e dettagliata.
– Ciò che però non ho trovato nel volantino è anche un solo accenno al contratto di Interest Rate Swap, che Lei sicuramente ben conosce per averlo stipulato; tale contratto rende praticamente impossibile ricontrattare il mutuo (salvo pagare upfront € 59.000 comunicatimi dal direttore della Banca stessa) ed il contratto stesso con Banca Intesa per le modalità con le quali è stato concluso e sta generando gravi danni tra l’altro perfettamente annunciati nelle informative allegate, alla Casa di Riposo (frase della quale mi assumo la completa responsabilità). Poiché in una nazione che fieramente critico, ma che rispetto, i Galantuomini notoriamente giurano “to tell the Truth, the whole Truth, nothing but the Truth” (anche se credo che non sia necessario “di dire la Verità, tutta la Verità, nient’altro che la Verità”) mi sarebbe piaciuto leggere tutta la verità e quindi anche la vicenda dell’Interest Rate Swap anche sulla Sua lettera aperta.
In conclusione: Se Ella provvederà, almeno con evidenza del Consiglio Comunale di Gavirate ed a me per conoscenza, a comunicare che non intendeva riferirsi, con la lettera aperta in questione, al sottoscritto ed alla relazione sottoscritta, in un termine ragionevolmente breve che posso indicare in una quindicina di giorni, la presente rimarrà una lettera Riservata e Personale.
In caso contrario (e riservata come detto ogni azione nel caso in cui il mio Avvocato penalista dovesse confermarmi quella che è la mia impressione, e cioè che la lettera in questione già di per se integri la fattispecie di diffamazione o calunnia) dovrò per forza rispondere al Consiglio Comunale di Gavirate e per quanto me ne sarà data la possibilità ai consueti organi di informazione per tutelare la mia onorabilità. Una volta che la mia onorabilità sarà stata in qualsiasi maniera, volontaria o meno, risarcita, tornerò a disposizione per chiarire ogni altro aspetto tecnico.
Credo che comprenda che non mi lasci altra alternativa, anche se Le assicuro che avrei fatto volentieri a meno di tutto ciò, preferendo come Le avevo detto ufficialmente un legittimo confronto anche pubblico che evidentemente Lei ha preferito non tenere.
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