«I nostri bambini stanno bene, ma occorrono aiuti»
Un gruppo di genitori “a distanza” ha avuto notizie della situazione: la parte dello Sri Lanka non colpita dall’onda si sta mobilitando per aiutare i sopravvissuti
«I nostri bambini stanno bene, ma adesso c’è bisogno di ricostruire e aiutare la metà dell’isola colpita dal maremoto». Luciano Aceti di Saronno è uno dei genitori “a distanza” che hanno adottato un bambino in Sri Lanka: da anni lo aiutano a crescere e la notizia del maremoto ha messo subito in allerta i genitori.
«Questi bambini si trovano nell’altra parte dell’Isola – racconta Aceti -. Si possono considerare dei “fortunati”. Ma all’inizio la paura era molta. Proprio ieri sera, però, abbiamo saputo che tutta la popolazione si sta mobilitando per accogliere e aiutare i profughi».
Secondo quanto detto ad Aceti sulla situazione, «le persone sopravvissute nella parte dell’isola colpita dalla grande onda non hanno proprio più niente, occorrono aiuti in denaro per poter ricostruire case e accogliere i fuggitivi. Molti di quelli che si possono definire fortunati, si stanno preparando per andare ad aiutare i connazionali».
«Quella zona è già particolarmente disagiata – conclude Aceti – e le risorse economiche sono scarse. Occorre una mobilitazione generale, anche dal punto di vista economico».
A breve renderemo noto un numero di conto corrente utile per chi volesse effettuare i versamenti in denaro.
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