Mancano case a prezzi onesti: appello ai candidati sindaci
I sindacati confederali degli inquilini formulano una serie di proposte per risolvere il problema degli alloggi
| Ci sono a Varese 500 richieste di case popolari, ma da almeno dieci anni non si costruiscono appartamenti. Per questo, Cgil-Sunia, Cisl-Sicet e Uil-Uniat fanno appello ai candidati sindaci per il comune: «Chiediamo che la questione casa rientri nelle priorità sociali della prossima amministrazione». Per le organizzazioni degli inquilini, le dinamiche del mercato immobiliare hanno portate a una emergenza sociale che colpisce chi è costretto a vivere in affitto: poveri, immigrati o anche solo precari. Sono tre, le aree di disagio identificate: marginalità sociale (chi ha bisogno di soldi e sostegno psico-sociale), disagio grave (chi ha pochi mezzi di sostentamento), disagio diffuso (chi avrebbe bisogno di un aiuto per far quadrare i conti). I numeri sono chiari: 500 domande per un alloggio popolare nella graduatoria del bando 2000, 100 famiglie che si sono rivolte al comune causa sfratto, 25 famiglie che abitano in locali impropri, 456 famiglie che hanno presentato la domanda per il fondo sostegno all’affitto previsto dalla legge 431 del 1998. I sindacati propongono al comune uno strumento operativo concreto che potrebbe dare risposte subito: il programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica. Si tratta di fondi ex Gescal che pioveranno in Lombardia per 890 milioni di euro e che verranno ripartiti nelle province. La proposta è quindi quella di utilizzare questi soldi per fare case popolari. Si chiedono però interventi di qualità: condomini con massimo 25 appartamenti, in zone servite, niente casermoni e no all’utilizzo dell’area dell’ex macello, già congestionata. Insieme a queste, gli inquilini legati ai sindacati confederali chiedono un tavolo di confronto con amministrazione comunale e Aler, il rilancio dell’accordo territoriale del 1999 per l’applicazione dei canoni concordati con sgravi Ici per i proprietari, una commissione casa e un osservatorio provinciale. Aldo Fumagalli, Alessandro Alfieri, Angelo Zappoli e Raimondo Fassa hanno incontrato i sindacati, dialogando con loro sul pacchetto di proposte presentate. Alfieri ha aderito con convinzione all’appello, Fassa lo ha lodato e ha aggiunto la proposta di sgravi ai cittadini che costruiscono in conformità ai progetti voluti dal comune per l’uniformità degli edifici, Zappoli ha aderito all’appello aggiungendo la volontà di valorizzare le esperienze di autocostruzione organizzata della casa e Fumagalli ha difeso quanto fatto dalla sua amministrazione in materia di accordo per i canoni concordati |
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