Gli Atelier di città tornano, ma cambiano nome
Busto Arsizio - Progressisti: sul piano di zona tutto è fermo. I laboratori per il disagio psichico non saranno più condotti da Artelier
I laboratori espressivi per i malati psichici ritornano a Busto Arsizio. L’esperienza che negli anni scorsi aveva costituito un punto di riferimento per i malati e per le loro famiglie avevano cessato di esistere per mancanza di finanziamenti. Erano stati chiusi e a distanza di più di un anno sono stati reinseriti nel programma degli interventi sociali del comune di Busto Arsizio. Lo ha confermato l’assessore Franco Mazzucchelli quando è stato presentato e approvato il bilancio comunale e lo ha ripetuto nella commissione consigliare che si è svolta giovedì sera. Ora i soldi ci sono. Sono quelli del piano di zona e il servizio presto o tardi sarà affidato. Ma a condurli forse non sarà più Artelier, l’Associazione Clinico Culturale – Onlus guidata dal dottor Giuseppe Pozzi. L’assessorato sta infatti valutando la proposta di una associazione di Milano.
«Nulla di più si sa a proposito di questa associazione o cooperativa» spiega Mariella Pecchini, membro della commissione sevizi sociali. In più occasioni, nelle settimane scorse, il consigliere comunale dei Progressisti aveva chiesto notizie degli Artelier. E anche sulla mappatura dei servizi predisposti dall’assessorato. «Il piano di zona è stato approvato a dicembre ed entro la fine di gennaio dovevamo avere in mano una mappa dell’esistente con l’elenco dei servizi che questa amministrazione metterà in campo, che doveva spiegarci come avverrà l’accreditamento del terzo settore e quali associazioni o cooperative saranno accreditate dal comune per fornire i servizi – continua Pecchini – invece nella commissione ci è stato riproposto ancora il libro dei sogni».
Dal mese di dicembre quando il piano di zona è stato approvato, per la minoranza non sarebbe stato fatto alcun passo avanti. «I laboratori per il disagio psichico con tutta probabilità saranno affidati ad un’associazione milanese, perché secondo l’assessore il progetto degli Artelier costerebbe troppo, ma di quest’altro possibilità non sappiamo nulla».
Insomma la seduta della commissione pare abbia avuto toni accesi. Anche il segretariato sociale, la struttura che dovrebbe supportare tutte le prestazioni dell’assessorato, ha raccolto le critiche dei Progressisti. «Il comune ha assunto tre assistenti sociali per soli sei mesi con contratti a collaborazione coordinata e continuativa e non ha assolutamente pubblicizzato l’assunzione» conclude Pecchini.
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