La Cgil: “Azienda chiarisca sull’operaio ustionato”
La Fiom interviene sul grave episodio avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì: «Stava eseguendo lavori di sbavatura non confacenti alle mansioni abituali»
«Perchè un lavoratore esterno stava occupandosi di una attività che non era abituale?». Lo chiede la Fiom Cgil dopo il gravissimo incidente avvenuto in una fonderia della zona industriale di Gallarate, nella notte tra mercoledì e giovedì, con un operaio 30enne gravemente ustionato sul 50% del corpo. «Ci risulta che il lavoratore fosse all’interno dello stabilimento ad eseguire lavori di sbavatura non confacenti alle abituali mansioni» dicono dal sindacato. «Ancora una volta si conferma quanto andiamo da sempre ripetendo: la catena degli appalti è un aggravamento dei rischi per la sicurezza dei lavoratori. È necessario fermare in ogni modo la rincorsa delle aziende al contenimento dei costi, che spesso equivale ad un inaccettabile abbassamento della sicurezza. La scarsa attenzione ai rischi dei lavoratori, aggravata dalla maniacale rincorsa a fare presto, è metodo oramai consolidato ma che noi consideriamo inaccettabile».
La Fiom Cgil ha convocato una assemblea dei lavoratori per discutere di quanto successo, ma già da oggi – oltre a esprimere «la più sincera vicinanza al lavoratore e alla sua famiglia» – chiede anche alle autorità competenti «di fare piena luce sull’accaduto ed accertare con rigore tutte le responsabilità». Il sindacato si rivolge anche alla direzione della Fonderia Bossi, chiedendo di «fornire tutte le informazioni su quanto è avvenuto ed in particolare quali erano le ragioni che hanno determinato l’utilizzo in un’attività così a rischio di lavoratori esterni».
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