Olona e Seveso, così le loro acque mettono a rischio il Ticino
Ad ogni piena i due fiumi scaricano acque sporche all'interno del Ticino attraverso i canali scolmatori che proteggono Milano. E nel frattempo i lavori di adeguamento sono in ritardo
Sulla carta tutto è semplice: quando piove troppo, per scongiurare i rischi di allagamento a Milano, esiste una serie di canali scolmatori che devia l’acqua da Olona e Seveso fino al Ticino. Ma nella realtà tutto è molto più complicato perché l’acqua che scorre nei due fiumi ha una qualità decisamente peggiore rispetto a quella del Ticino che, non a caso, viene chiamato Fiume Azzurro.
E’ dal 2014 che il Parco del Ticino monitora in sei diversi punti la qualità delle acque del fiume, mettendo in evidenza la gravità dell’impatto nei momenti degli sversamenti. In particolare è l’Escherichia Coli, il batterio più comune nel caso di contaminazioni da fogne, che dimostra valori allarmanti: la presenza nel canale scolmatore è di 3 o 4 volte superiore a quello registrato a monte dell’ingresso del fiume. Tutti gli inquinanti presenti nei due fiumi, dalle schiume fino a ciò che esce da depuratori malfunzionamenti, rischiano così di finire non depurati all’interno del Ticino, con evidenti danni per l’ecosistema.
«Abbiamo lavorato negli ultimi anni affinché tutti i 47 comuni del Parco si munissero di depuratore – afferma il suo presidente, Gian Pietro Beltrami- e non possiamo raccogliere le schifezze che il canale scolmatore trascina tra Milano e Settimo Milanese e scarica nel fiume. E’ necessario che i lavori di adeguamento vengano completati al più presto». In cantiere, infatti, ci sono una serie di interventi che però sono molto in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Secondo l’ultimo calcolo gli interventi sui canali dell’Olona dovrebbero concludersi entro la fine del 2016 mentre per il Seveso si parla di quasi un anno in più.
Ed è proprio per capire a quale punto sono questi lavori che il Parco ha chiesto ad Aipo, l’agenzia interregionale per il fiume Po, un sopralluogo urgente sulle aree di cantiere. Una verifica che avrà luogo il prossimo 27 aprile.
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