Eva Cantarella al Tosi di Busto Arsizio
Eva Cantarella, docente universitario e studiosa di storia antica, ha parlato davanti agli studenti del liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio nell’incontro che si è tenuto giovedì 27 ottobre
«Io non sono venuta qui in veste di scrittrice, ma di professore; perché se volessi scrivere un libro di narrativa non ci riuscirei, ma sono pronta a trasmettere ciò che ho appreso nella mia lunga esperienza». Così ha esordito Eva Cantarella, docente universitario e studiosa di storia antica, davanti agli studenti del liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio nell’incontro che si è tenuto giovedì 27 ottobre. Esso è stato solo il primo di una serie di eventi che rientrano nel progetto “Incontro con l’autore”.
Questa iniziativa è promossa dal Blog letterario della scuola “Leggo per legittima difesa”, nato dalla collaborazione di studenti e professori, con il contributo della libreria Ubik; lo scopo è quello di mettere direttamente a contatto lettori di tutte le età e scrittori contemporanei.
Eva Cantarella ha inaugurato la nuova stagione portando il suo ultimo libro “L’importante è vincere”, scritto a quattro mani con il nipote telecronista sportivo Ettore Miraglia. Alla prima domanda su perché avesse deciso di scrivere un breve saggio sulle Olimpiadi, la storica ha risposto: «Oggi è ormai universalmente accettato il motto “l’importante è partecipare”, enunciato dal barone de Coubertin, il fondatore dei moderni Giochi olimpici; ma, evidentemente, egli non conosceva affatto il contesto sociale e lo spirito in cui si svolgevano i Giochi di Olimpia.
Nell’antica Grecia l’unico valore che un uomo aveva era quello che gli veniva attribuito dalla collettività – spiega – ed esso dipendeva da quanto egli si sapeva imporre sugli altri. Esempio lampante sono gli eroi omerici. Per la loro reputazione era fondamentale primeggiare in guerra per coraggio e abilità, in politica per astuzia, nella ginnastica per la forza fisica. Infatti – prosegue Cantarella – il modello dell’eroe era definito con l’espressione kalos kai agathos, letteralmente “bello e buono”, con cui si esprimeva l’identità tra bellezza e virtù». Ma questa concezione greca diventa anche un’esortazione per gli studenti ad impegnarsi al massimo delle proprie possibilità perché «vincere significava – e significa tuttora – superare se stessi e i propri limiti».
Gli interventi dell’autrice si sono alternati alle domande di un pubblico interessato e partecipativo: studenti, docenti, genitori e curiosi hanno aderito numerosi all’iniziativa. Proprio in risposta ad alcune richieste, Cantarella ha tratto spunto dal passato per parlare anche di attualità e per mettere a confronto due mondi così lontani e così vicini: ha evidenziato l’evoluzione del ruolo della donna dalle Heraia, gli antichi giochi sportivi esclusivamente femminili, alla sua partecipazione alle Olimpiadi a fianco degli uomini; ha chiarito la differenza tra omosessualità e pederastia greca e molto altro.
In sintesi, Eva Cantarella ha saputo trattare argomenti complessi con la chiarezza e la fluidità che solo ad un’esperta come lei si addicono, centrando pienamente l’obiettivo del Blog letterario: imparare con la lettura e trasmettere questa passione a chi ancora non l’ha scoperta.
Alessandro Carrara
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