Il nonno è più contento, se lo cura il medico del mio partito
Contravvenendo a una regola che pareva immutabile ("del Molina noi non parliamo") l'attuale amministrazione comunale è intervenuta, sulla stampa, per criticare alcuni atti del commissario inviato dalla Regione Lombardia al Molina
Contravvenendo a una regola che pareva immutabile (“del Molina noi non parliamo”) l’attuale amministrazione comunale è intervenuta, sulla stampa, per criticare alcuni atti del commissario inviato dalla Regione Lombardia al Molina.
Com’è noto la fondazione che cura gli anziani di Varese, una struttura ricchissima di patrimonio e umanità, è finita negli ultimi mesi al centro di una bufera per il prestito che l’ex presidente Campiotti ha concesso a una società legata a sue amicizie politiche. La Ats Insubria ha rimosso lui e l’intero cda del Molina.
Il sindaco Galimberti non ha mai espresso un giudizio su questa vicenda.
Tuttavia, in settimana, ha criticato la nuova gestione della casa di riposo, denunciando il fatto che il commissario regionale Carmine Pallino abbia modificato alcune regole interne della fondazione. Anche l’assessore Roberto Molinari ha rivolto critiche dello stesso tenore, mentre in passato non aveva commentato l’operato di Campiotti. Il centro della critica, in sostanza, sembra essere questo: il rischio che il nuovo commissario possa detenere il potere sulla casa di riposo esercitandolo per conto della Lega Nord, dato che è stato nominato dalla Regione guidata da Roberto Maroni. Insieme a questa, un’altra critica è stata rivolta all’attuale gestione per la notizia di una fideiussione chiesta a un anziano per essere accettato nella struttura.
Insomma la regola che non ci si debba intromettere nelle questioni di una fondazione privata – utilizzata con prudenza alcuni mesi or sono quando la giunta non commentò la scelta dell’allora presidente Campiotti (politico della Lega Civica, sostenitore di Galimberti) di non presentarsi in consiglio comunale – sembra essere sorpassata.
Sui due episodi, il dibattito è aperto. Viene da chiedersi se non siano silenzi e critiche un po’ condizionati dalla convenienza politica. Il centrodestra, d’altronde, fece la stessa cosa. Nel 2015 nominó Campiotti. Tutto bene e nessuna critica fino alle elezioni, poi una volta perse le elezioni, apriti cielo.
Si può fare meglio? A giugno scadrà il mandato del commissario e il sindaco Galimberti dovrà effettuare le nomine del nuovo cda. In Lombardia da anni c’é molta politica nella sanità ma l’occasione per dare un segnale importante é a portata di mano, con l’avvio di una nuova stagione di regole e controlli indipendenti. Detto con una battuta, il paziente é più contento se viene curato da un medico di destra o di sinistra? Ovviamente no.
Ai pazienti le giuste cure, al Molina la cura della trasparenza.
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