Mazzette per il dissequestro dell’auto, tre anni al doganiere
si sarebbe fatto pagare per velocizzare le pratiche di dissequestro delle macchine bloccate in frontiera. Condannato per il reato di corruzione per induzione
Dal 2007 fino ad inizio 2009 si sarebbe fatto pagare per velocizzare le pratiche di dissequestro delle macchine bloccate in frontiera. Le accuse che pendevano sul doganiere F. M. hanno ricevuto una prima condanna dal tribunale di Varese a 3 anni di reclusione per il reato di corruzione per induzione.
Le indagini sull’uomo si erano concluse nel 2011 ed erano state condotte dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Gaggiolo. Le indagini avrebbero accertato che il funzionario in qualità di “ricevitore capo” della Dogana di Varese aveva indotto in alcune occasioni le persone che avevano subito il sequestro della propria autovettura (per violazioni doganali di natura amministrativa, riguardanti l’introduzione in Italia di autovetture immatricolate all’estero e con targa estera) a pagare indebitamente delle somme di denaro. L’uomo si faceva dare i soldi e dopo qualche giorno restituiva il veicolo, ma facendo credere che i tempi sarebbero stati molto più lunghi senza il suo interessamento.
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