Mc Donald’s, il cantiere fa discutere
Il residente, il tifoso,i ragazzini. Chi abita nei pressi dello stadio avrebbe preferito avere ancora il prato, ma gli altri vedono di buon occhio la grande catena alimentare
Il cantiere procede spedito, ci sarà il Mc Donald’s e il parcheggio. La discussione sull’opportunità della sua costruzione è in corso (l’ex presidente della commissione paesaggio protesta), ma non riguarda la legittimità. Dato che la società Caravati aveva il permesso per realizzare quella attività economica e ha operato nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Piuttosto, si discute se aveva un pregio o no, una vasta area a verde, acquitrinosa, quella che un tempo era la “giazèra”, una zona umida e fredda di Varese, che tuttavia faceva parte della socialità dei nostri padri, che la utilizzavano in passato per pattinare sul ghiaccio. Chi abita nei dietro non ama questo cantiere, come dimostra questo residente.
Facendo quattro chiacchiere con gli operai, ti dicono: «Questa era una zona di pregio ambientale? Beh, ma il Mc Donald’s arriva dopo lo stadio, il palasport, la provincia. Se hanno costruito quei palazzi, perché non fare anche questo? In realtà questa era una zona lasciata andare».
E in effetti, il parere dei tanti varesini che frequentano lo stadio e il palasport per funzioni di servizio è più positivo. Il cantiere urta infatti la sensibilità di chi ha un legame affettivo con la zona di Masnago e Avigno, ma stimola invece l’appetito degli altri. Questi cittadino che abbiamo intervistato passa il suo tempo libero allo stadio a vedere gli allenamenti e le partite e sottolinea proprio la scelta commerciale individuata per quel comparto.
E Chi saranno i clienti della nuova struttura? E’ ovvio, i giovani soprattutto. Lo abbiamo chiesto anche ai ragazzi sostavano all’esterno del palasport, e passano i pomeriggi dedicandosi allo sport in zona. «Non vediamo l’ora» rispondono in coro, neanche un attimo di esitazione.
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