Che fine faranno i vari chioschi?

Quelli esistenti in via Torino e in piazza, ma pure quello che deve essere realizzato al Parco Bassetti. Abbiamo provato a fare il punto

gallarate generico

Che fine faranno i chioschi di Gallarate? Edicole in strada, baretti e simili, esistenti o futuri, hanno sollevato qualche domanda nei giorni scorsi.

Proviamo a rispondere e a fare il punto, per quanto possibile.

Primo chiosco da esaminare, quello del bar di via Torino angolo viale Milano. Costruito a servizio del parco, frequentato un tempo anche da altre persone che lavoravano o abitavano in zona, è chiuso e abbandonato ormai da tempo, per un contenzioso (è un tema sollevato varie volte negli ultimi tre anni dal consigliere Giuseppe De Bernardi Martignoni). «Stiamo aspettando che il vecchio concessionario abbatta la struttura esistente e procede il ripristino della superficie mediante abbattimento della struttura esistente» spiega l’assessore ai lavori pubblici Sandro Rech. «Dopodiché faremo un bando per l’assegnazione di area nuda, chiedendo agli interessati di fare proposte per l’allargamento o lo spostamento del chiosco nella zona del parco».

Secondo caso, l’edicola in piazza: il bel manufatto (che piaceva anche ai registi in cerca di una location tipicamente italiana, nella foto) è oggi orfano di giornali e riviste Il “caso” è stato proposto qualche giorno fa anche dalla pagina “Sei di Gallarate se”. Qual è il problema? Dal Comune confermano che il mancato utilizzo è legato a un regolamento particolarmente restrittivo che (lo stesso Comune) aveva approvato ai tempi in cui fu costruito il chiosco. «Il gestore dell’edicola ha la concessione del chiosco, ma non può cedere l’attività a terzi» spiegano dal municipio, riconoscendo l’anomalia burocratica. Tant’è vero che un edicolante interessato, pur in presenza del chiosco, ha dovuto aprire la sua edicola nella galleria commerciale “La crocetta”, in fondo alla piazza. Il Comune sta ancora valutando il da farsi cercando una soluzione «nelle pieghe della concessione» (ci sono anche pareri d’interpretazione diversi). «Ma l’intento è sicuramente far sì che si riapra, appena si capirà come procedere dal punto di vista normativo».

Il terzo caso, invece, è molto diverso. Perché non parliamo di una struttura esistente, ma di una che deve nascere: il chiosco-bar previsto al Parco Bassetti. L’idea di un nuovo punto di incontro e di servizio dentro allo storico parco era stata proposta e approvata a larga maggioranza nell’ambito del Bilancio Partecipato del 2015, prima edizione (di due) di un esperimento di partecipazione diretta, poi interrotto e sostituito dalla “mediazione” attraverso le Consulte rionali. Sostenuto da 484 voti, il progetto era apparso tra quelli per cui più lenta procedeva la realizzazione, visto che tra l’altro prevedeva l’inserimento in un luogo molto particolare e delicato della città: in questo senso i tempi erano stati allungati da una serie di rilievi al progetto fatti dalla Commissione Paesaggistica. La stessa amministrazione Guenzani non era riuscita a concludere l’intervento prima della fine del mandato. Dopo a tre anni, con l’amministrazione Cassani, a che punto siamo? Lo spiega ancora l’assessore Sandro Rech: «Stiamo predisponendo la gara d’appalto per la costruzione, che è obbligatoria considerata la cifra di cui si parla, quella prevista dallo stanziamento iniziale». Che tempi sono previsti? «Entro la fine dell’estate ci sarà la gara, poi l’affidamento». Anche quest’estate chi vuole un parco con il bar dovrà pensare alla Magana della vicina Cassano. Sperando che anche Gallarate – dopo tre anni e due amministrazioni – ci possa arrivare, un giorno.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2018
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Commenti

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  1. Scritto da GMT

    Pareri non richiesti.
    – Parco vle Milano. Il chiosco (si può definire tale date le dimensioni?) dovrebbe essere abbattuto per riconquistare la superficie a verde. Punto. Attorno le vetrine sfitte in cui fare un bar o una gelateria, abbondano.
    – Edicola in pza Libertà. La posizione consona, anche storicamente, è al posto dell’attuale giostrina, per dare un servizio, ma soprattutto per lasciare libera la piazza e la visuale dei portici. E la giostrina? Lungo via Teatro all’inizio di via Manzoni.

  2. Scritto da GMT

    (segue Pareri non richiesti)
    E il parco Bassetti?
    In effetti realizzare un punto ristoro, bar , gelateria, … lì attorno non è possibile. Dunque ben venga realizzare una struttura all’interno (e non un mini ecomostro), ma si impari da altre realtà, dove l’edificazione è sostenibile (legno, vetro, …) e l’impatto è minimo e gradevole (sedute di recupero, materiali seconda vita, …). Un esempio? All’ingresso del parco di Ternate.
    Certo che se avessimo approfittato del riuso di uno dei mini padiglioni EXPO …

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