«Non urbanizzate la Cattafame»
Un gruppo di associazioni ambientaliste denuncia la situazione di pericolo per le fonti di Arcisate
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Stimate autorità, cercate di rendere meno cruenta la terza guerra mondiale che, come dicono tutti ormai, si combatterà per l’acqua. Si tratta in concreto di difendere l’acqua esistente. La falda della Bevera, dicono all’A.Spe.M., in questi ultimi decenni si è abbassata e il prelievo di acqua potabile è già al massimo. Bisogna fare in modo che la pioggia vada ad alimentare la falda, anziché correre in fretta, scivolando su un terreno urbanizzato e impermeabilizzato, a provocare le alluvioni lungo l’Olona e il Po. Non urbanizzate e non lasciate urbanizzare la Cattafame, perché questo abbassa la falda e la espone a rischio di inquinamento. Quindi niente asfaltature, allacciamento all’acquedotto, costruzione di cabina Enel, illuminazione ecc.
Gli artigiani che lì operano vengano aiutati a trasferirsi in altra zona idonea. I sacrifici economici che così si dovrebbero sostenere vanno confrontati con quelli, ben più onerosi, di costruire nuovi pozzi altrove, ammesso che esista un "altrove" paragonabile quantitativamente e qualitativamente alla Bevera. Si scherza col fuoco prendendo alla leggera l’acqua!
Il piano regolatore di Arcisate In ogni caso qualunque decisione sulla Bevera – che disseta Varese e vari comuni della Valceresio – deve essere presa dopo ampio dibattito e approfondita riflessione che coinvolga tutti i soggetti interessati, e non con una delibera di giunta di un comune, come se fosse ordinaria amministrazione. A tal proposito, richiediamo un pressante intervento da parte del comune di Varese, che già a mezzo stampa attraverso l’Assessore alla Tutela Ambientale, ha ultimamente pubblicamente dichiarato di volersi attivare per coordinare l’azione delle Amministrazioni Comunali, territorialmente competenti riguardo l’area della Bevera, anche usufruendo degli strumenti di cui al redigendo Piano Strategico per l’Area Varesina. All’inizio del 1989 il sindaco di Arcisate inviò agli artigiani un’ordinanza di sospensione di attività avvertendo anche il pretore; nel febbraio 1993 la Commissione Provinciale per l’Ambiente Naturale prese una posizione netta, sostanzialmente coincidente con la nostra. Poi più nulla! Aspettiamo sempre che qualche amministratore deciso difenda sul serio la Bevera prima che sia troppo tardi affinché noi tutti (amministratori e non, artigiani e non, ambientalisti e non) e i nostri figli ne possiamo trarre aria, acqua e svago. Distinti saluti.
, che alla Cattafame è di ostacolo alla salvaguardia dell’Area di Rilevanza Ambientale Monte Orsa e Bevera (LR 86-83), venga una buona volta armonizzato col vigente piano di valle e quest’ultimo, che è in revisione, riconfermi ad area verde la Cattafame, come da obiettivi e principi del Piano Paesistico. |
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Riceviamo e pubblichiamo |
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