L’uomo che fece transvolare la Siai sull’Atlantico

Si sono svolte le commemorazioni del comandante Passaleva, pilota capo collaudatore della Siai, deceduto sessanta anni fa in un incidente in volo

È stato commemorato sabato mattina il comandante Alessandro Passaleva, un tassello importante della storia dell’aviazione italiana e un mito per quanti, ultrasessantenni allora giovani dipendenti della Siai lo avevano conosciuto se non altro perché si aggirava negli stessi reparti in cui lavoravano. Era proprio così, come lo descrive nel libro dedicato alle sue imprese Alberto Grampa. "Grande pilota, appassionato del volo, schivo e riservato ha fatto e vissuto la storia dell’aviazione".  Fu capo pilota collaudatore della Siai dal 1915 al 1941, anno della sua tragica scomparsa. Era il quindici ottobre e a sessanta anni dall’incidente in volo nei pressi di Somma Lombardo in cui perse la vita , l’Aero club di Vergiate, che porta il suo nome e il Gruppo lavoratori anziani della Siai Marchetti hanno voluto rendergli omaggio con una commerazione solenne. Presso la sede vergiatese del club di volo, è stato presentato il libro dedicato alle sue imprese, edito da Macchione e scritto dal giornalista Alberto Grampa, dal titolo "L’aquila dagli occhi azzurri". A presentarlo c’erano l’editore, l’autore, il presidente del club Carlo Castiglioni e il presidente onorario Giancarlo Tovaglieri. 

La cerimonia si è poi spostata a Somma Lombardo, in località Lazzaretto dove cadde, durante un volo di collaudo il bombardiere  S.M.84 che pilotava. Quel volo causò la sua morte e quella del suo equipaggio formato dal capitano Pelli e dal motorista Bertolotti. Alla presenza delle autorità civili, militari, religiose e aeronautiche e dei rappresentanti dei Gruppi lavoratori anziani delle ditte aeronautiche Agusta, Siai Marchetti e Aermacchi è stata scoperta la lapide commorativa, che è stata benedetta da don Gilberto Donini. Bruno Menzago, presidente del Gruppo lavoratori anziani lo ha ricordato e, ad ascoltare commosso nel pubblico c’era il novantunenne Giuseppe Michelini. Pilota anch’egli ex dipendente della Siai, con Passaleva fece il battesimo dell’aria nel 1931 a bordo di un idrovolante S55. E proprio sugli idrovolanti Passaleva era diventato pilota militare a Pisa. In seguito la sua vita fu interamente dedicata al volo, come capo collaudatore della ditta aeronautica vergiatese, per la quale il comandante sperimentò, per venticinque anni tutte quelle strumentazioni che consentirono alla ditta di far trasvolare i suoi mezzi dall’altra parte dell’oceano Atlantico. E a questa impresa diede il suo contributo Alessandro Passaleva.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 21 Ottobre 2001
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