Il real movie della città infinita
Dal 13 Gennaio su Raitre vanno in onda le quattro puntate del nuovo real movie del regista di Busto Arsizio Gilberto Squizzato e ambientate nelle Torri Gemelle del Centro Direzionale di Milano
| Gilberto Squizzato si affida un’altra volta ai real movie. Dopo I racconti di Quarto Oggiaro e Atlantis, il regista di Busto Arsizio, che da anni lavora per la Rai, ha realizzato La città infinita, quattro capitoli di un’ora che vogliono andare ad analizzare l’attuale vita milanese nel mondo della nuova "realtà globale". Quattro storie distinte tutte ambientate nelle Torri Gemelle del Centro Direzionale di Milano e che hanno come protagonista la gente comune, la gente che tutti i giorni vive la realtà come oggi sta cambiando: le storie, infatti, si misurano con le nuove domande imposte dalla new economy, dalla bioetica, dalle bibliche migrazioni dei nostri anni, dall’alienazione della realtà virtuale.
Lo stile di Gilberto Squizzato, già collaudato con le precedenti opere per Raiuno, viene confermato in questo nuovo progetto. Una troupe ridotta di una quindicina di persone, quasi tutti attori non professionisti (o almeno non appartenenti al mondo dello star system televisivo), set reali, costi di produzione ridotti all’osso, sceneggiatura in costruzione man mano che procedono le riprese. Il tutto realizzato in pochissimo tempo: in media ci sono volute tre settimane per scrivere, girare e montare ogni puntata. Per quanto riguarda l’ambientazione, ovvero le Torri Gemelle milanese, non vi è alcun riferimento a quanto accaduto a New York lo scorso 11 settembre, infatti le riprese sono avvenute ad aprile e la stessa rete televisiva definisce il collegamento ideologico: "Se le Twin Towers del WTC di New York sono divenute l’11 settembre l’apocalittica metafora della nuova società globale, in cui nessuno è "fuori tiro", dove nessuno è mai troppo lontano, le Torri Gemelle di Milano (dove peraltro le riprese della Città Infinita sono cominciate già in aprile) diventano lo scenario, non solo simbolico ma concretamente reale, di storie apparentemente "minime". Quattro storie che vogliono parlare delle persone e dei loro problemi con l’attuale "mondo globale", sono così al centro di questi nuovi real movie che andranno in onda da domenica 13 gennaio su Raitre. La memoria, Il vento, L’assegno, La donna di cristallo, avranno in comune l’ambientazione, mentre, a differenza delle precedenti opere di Squizzato, ogni racconto sarà indipendente all’altro, ma tutti saranno collegati da fili sottilissimi, come l’ultima storia dove sarà protagonista un cieco che attraversa i primi tre racconti. Il regista, poco più che quarantenne, conferma così il suo impegno verso la risorsa del mezzo televisivo non solo come intrattenimento, ma anche come ambiente di sperimentazione, grazie al quale è anche possibile lanciare messaggi alla gente; messaggi che costringano a pensare alle conseguenze dell’attualità che stiamo vivendo; messaggi ampiamente contenuti nelle storie raccontate in La città infinita. Inevitabile, almeno sulla carta, il paragone con un grande del cinema che negli anni ottanta realizzò per la televisione polacca (ma con un sistema di produzione molto diverso) dieci puntate di un’ora, tutte ambientate in un palazzo e dedicate a una singolare visione dei dieci comandamenti della Bibbia: allora il nome del regista era Krzysztof Kieslowski e l’opera si intitolava Il Decalogo, oggi diventata una pietra miliare per il cinema e la televisione di tutte le nazioni. |
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