Brutti: “Castelli se ne deve andare”

Organizzato dall’Ulivo del Saronnese, si è svolto l’incontro sulla giustizia che ha visto protagonista il senatore Massimo Brutti. Inevitabili le dichiarazioni sull’attuale situazione Governo-Giudici

Poco più di centoventi persone hanno affollato ieri sera la Sala Spinelli della sede cittadina dei DS per l’incontro sulla giustizia con il senatore Massimo Brutti, organizzato dall’Ulivo del Saronnese. L’attesa per l’incontro era alta, soprattutto in relazione agli ultimi eventi e dichiarazioni del fine settimana, dei botta e risposta del procuratore di Milano Borrelli, con i ministri Castelli e Scajola. Brutti è stato sottosegretario all’interno nello scorso governo e oggi è vice-capogruppo diessino al Senato. “I provvedimenti legislativi varati dalla maggioranza in questi mesi di governo, non riguardano tutti i cittadini – ha duramente esordito il senatore partendo dal tema dell’incontro “La legge è uguale per tutti?” – questi provvedimenti riguardano le posizioni processuali di Berlusconi e dei suoi amici”.

 

Dopo essere stato presentato dall’ex candidato alla camera del saronnese Angelo Proserpio e dal segretario cittadino dei democratici di sinistra Francesco Meneghetti, Brutti ha così spiegato ai numerosi cittadini presenti dove nascono i conflitti di questi giorni, facendo soprattutto riferimento ai processi attualmente in corso, in cui tra gli imputati è presente anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo il senatore “L’attuale governo non ha più alcun dialogo con la magistratura. Il Ministro Castelli ha sottolineato che un dialogo è possibile, ma che saranno loro a fissare le condizioni. Su questa base non esiste alcun dialogo. Ripeto qui il mio invito: il Ministro della giustizia Castelli se ne deve andare, solo così è possibile un dialogo. Castelli tenta semplicemente di difendere l’interesse personale di Bossi e Berlusconi, ma combina solo una serie di gravi pasticci”.

 

L’incontro di ieri sera, inizialmente finalizzato a una discussione sul sistema giuridico italiano, è finito con l’essere una prosecuzione delle discussioni Giustizia-Governo di questi giorni, sottolineati da dure parole del senatore Brutti. “In questi mesi sono state approvate dalla maggioranza leggi che hanno abbassato il livello della legalità in Italia come il trasporto di capitali all’estero o la norma sul falso in bilancio; leggi che hanno creato le condizioni favorevoli per l’assopimento dei processi allo stesso Berlusconi. Le affermazioni di Castelli non sono polemica politica, ma vere e proprie intimidazioni istituzionali. Di fronte a tutto questo non si può fare finta di nulla. Nell’appello lanciato da Borrelli non vi è alcuna ideologia politica, ma solo un tentativo di difesa dell’autonomia giudiziaria”.

 

Per quanto riguarda la questione delle scorte e la denuncia presentata dal Ministro Sacjola alle dichiarazioni di Borrelli in merito, Brutti ha sostenuto che “pensare di rafforzare il controllo del territorio da parte della forze di polizia togliendo le scorte ai magistrati antimafia è una sciocchezza. L’abbiamo detto in parlamento e ho detto a Scajola che è responsabile di tutto ciò che potrà accadere: la scelta di togliere la scorta a magistrati che sono nella lista nera di Cosa Nostra è sbagliata e irresponsabile. La denuncia è un passo falso e una cosa molto grave: Borrellli ha solo segnalato un fatto che è sotto gli occhi di tutti. Le forze di polizia bisogna metterle sul territorio tirandole fuori dagli uffici e dagli impieghi burocratici, non togliendole ai magistrati, ma per questo bisognerebbe creare un tavolo anche con i sindacati”.

 

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Pubblicato il 15 Gennaio 2002
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