Sicurezza: i sindacati vogliono impegni concreti
Accordi con gli industriali disattesi e Cgil Cisl e Uil lanciano la campagna per prevenire gli infortuni in venti fabbriche della provincia
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Il numero degli infortuni sul lavoro, anche gravi non accenna a diminuire in provincia di Varese. L’allarme lanciato ancora una volta dai sindacati non è una novità, purtroppo. È invece A lanciare la campagna sono stati i responsabili dell’applicazione della legge sulla sicurezza, della categoria dei metalmeccanici Paolo Lenna (Fiom Cgil), Giuseppe Marasco (Fim Cisl) e Renato Marchiteli (Uilm), i rappresentanti delle segreterie Umberto Colombo (Cgil), Sergio Moia (Cisl), oltre che quelli del Dipartimento unitario della sicurezza e ambiente Renato Franchi (Cgil), Salvatore Manta (Cisl Ticino Olona) Mauro Ghiselli (Uil). «Con questa iniziativa vogliamo passare dall’applicazione formale ad una applicazione incisiva delle norme – ha spiegato Umberto Colombo (Cgil) – oggi partiamo in via sperimentale col settore metalmeccanico con l’obiettivo di estendere la campagna agli altri settori». Che la formazione si debba realizzare davvero e che le aziende debbano informare con dovizia di concretezza i lavoratori è anche l’esigenza espressa da Mauro Ghiselli (Uil). «La normativa attuale – ha aggiunto invece Sergio Moia (Cisl Varese) – dà spazio alla partecipazione dei lavoratori, ma questa deve diventare consapevole, a Varese inoltre ci sono precisi accordi da rispettare che definiscono nei particolari i criteri con cui la formazione deve avvenire». I contenuti, la durata di quattro ore dei corsi destinati alla formazione con un numero di partecipanti non superiore a venticinque, la presenza di un tutor sindacale e dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza (Rls), sono queste le regole definite negli accordi raggiunti con Univa nel 1999 e con l’Api nel 2001. «Questa vertenza inoltre si inserisce in un dibattito nazionale sulla semplificazione della norma sulla sicurezza e prevenzione – continua Moia – se da una parte Salvatore Manta (Cisl Ticino Olona) ha posto invece l’accento sui numeri non incoraggianti degli infortuni che ancora si registrano in provincia. Basti pensare che dall’inizio dell’anno sono state tre le vittime cadute sul posto di lavoro. «Gli accordi sono disattesi nonostante il numero degli infortuni nella provincia mostra una lieve tendenza all’aumento». Le donne e i giovani nella fascia di età compresa fra i 18 anni e 34 anni sono quelle più deboli e vittime principali di incidenti sul lavoro. A influire in questo caso è la mancanza di competenze e professionalità, che rappresentano motivi in più, secondo i rappresentanti dei lavoratori per insistere sulla formazione. Anche i lavoratori flessibili rientrano in questa categoria e questa operazione, come sottolineato da Colombo, permetterà anche di mettere sotto osservazione |
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